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IL MILAN RIPARTE DAL PASSATO

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 13 luglio 2009, 01:45Vista dalla Curva
autore Davide Bin
13.07.2009 01:45Vista dalla Curva
Nella prima amichevole stagionale il nuovo Milan di Leonardo batte il Varese con una doppietta dell'eterno Pippo Inzaghi, uno dei simboli del vecchio Milan ancelottiano.
Giacomo Morini
Giacomo Morini

La prima amichevole dell'era Leonardo porta subito alla ribalta uno dei simboli del ciclo ancelottiano, ovvero quel Pippo Inzaghi che ha il gol nel sangue, ha la voglia di giocare e divertirsi di un ragazzino e lo dimostra in ogni occasione. Mentre la società è alla disperata ricerca di un centravanti per dare un senso alla campagna acquisti e diffondere un po' di entusiasmo nella tifoseria rossonera, i centravanti che già sono in rosa fanno di tutto per dimostrare che il Milan potrebbe anche risparmiare soldi e fatica: il già citato Inazghi con una doppietta e il redivivo Borriello con una positiva prova fuori ruolo, ovvero da attaccante esterno, perchè anche lui ha una grande voglia di giocare, mettersi in mostra e segnare dopo una stagione sfortunatissima e segnata da un grave infortunio che l'ha tenuto fermo per molti mesi. E visto che ho citato due terzi del tridente d'attacco, completo l'opera dicendo che anche Ronaldinho, osservato speciale di questi primi giorni di preparazione, ha mostrato magie dal punto di vista tecnico(come l'assist per il secondo gol di Inzaghi) ma anche una precaria condizione fisica, dimostrando che anche lui per il momento è rimasto ancorato al passato poco glorioso della sua prima stagione in rossonero e deve necessariamente cambiare atteggiamento e mentalità per diventare un punto fermo e un trascinatore di questa squadra. Ovviamente il test contro il Varese va valutato per quello che è, ovvero una semplice amichevole dopo meno di una settimana di ritiro contro una squadra di serie C1 (scusate...Lega pro prima divisione), quindi gli aspetti positivi non devono esaltare, così come i difetti non devono deprimere, perchè ciò che si è visto è puramente indicativo e nulla più.

La curiosità, però, era tanta e a suo modo questa semplice amichevole di metà luglio verrà ricordata come la prima esibizione dell'era Leonardo: il nuovo allenatore ha provato subito i suoi schemi e quei movimenti che dovrebbero rendere questa squadra diversa dal recente passato; oltretutto in tribuna si è presentato un po' a sorpresa il presidente Berlusconi, che ha promesso di restare più vicino alla squadra, di interessarsi di più alle sorti del suo e nostro Milan appena i suoi impegni politici glielo permetteranno e che ha dichiarato che vuole una squadra diversa da quella degli ultimi tempi e che innesti un'altra marcia rispetto al passato, lanciando l'ennesima frecciatina all'ex allenatore Ancelotti. Leonardo ha tentato di accontentarlo subito, presentando un Milan con tre punte, nonostante l'assenza di Pato (sostituito egregiamente da Borriello) e con un Seedorf "alla Pirlo" che ha dato qualità e inventiva alla regia del gioco; in più si sono visti i terzini spingere sulle fasce, una squadra corta, veloce e dedita al pressing compatibilmente con le gambe pesanti, perchè le condizioni fisiche dopo pochi giorni di ritiro e grossi carichi di lavoro sono ancora precarie, ma si sono viste subito buone cose e ciò fa ben sperare. Il passato, però, non si può dimenticare facilmente e non è solo negli aspetti positivi e nei gol di Inzaghi: si sono riviste inquietanti amnesie difensive, soprattutto sulle palle alte, che erano una costante dell'ultimo Milan ancelottiano e sulle quali Leonardo dovrà lavorare per non rischiare di vanificare ciò che di buono la squadra riesce a costruire in attacco; comunque bisogna tenere conto del fatto che la coppia centrale era inedita (Nesta-Thiago Silva) e che entrambi, per diversi motivi, hanno bisogno di tempo per ritrovare continuità di rendimento dopo tanti mesi senza partite o con pochi minuti di sfide amichevoli nelle gambe nel corso della scorsa stagione. Inoltre con le sostituzioni nel corso della partita abbiamo visto un assaggio del giovane Milan che la società vuole costruire e che i tifosi devono imparare ad apprezzare, ma anche "vecchi amici" che non vedevamo da tempo (Kaladze) a dimostrazione del fatto che Leonardo vuole costruire una squadra diversa dal passato ma non può prescindere proprio da quel passato che si ripresenta costantemente, sotto forma di gol (Inzaghi), giocate di classe (Seedorf e Ronaldinho) ma anche di aspetti negativi (amnesie difensive); il tempo per lavorare non manca, le occasioni per mostrare progressi neppure, a cominciare dalle prestigiose sfide che attendono il Milan nella fase statunitense della preparazione, quindi prendiamo come buono auspicio questo primo successo targato SuperPippo, uno che in passato ha fatto grande il Milan ma che ha una grande voglia di tuffarsi nel futuro per centrare nuovi record personali ma anche per contribuire a portare in alto il nuovo Milan leonardesco.

per Milannews.it

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