Il Monto splende sulla trequarti azzurra: Allegri prenda nota
Matteo Calcagni
Migliore in campo nel derby, migliore in campo con la maglia azzurra: la fase appannata di Montolivo, che ha caratterizzato il suo primo mese in rossonero, sembra ormai un ricordo sbiadito. Sempre al centro dell'azione, mai banale, il ventisettenne di Caravaggio ha sfoderato una grandissima prestazione contro l'Armenia, conquistando anche il rigore dell'1-0 dopo l'ennesimo inserimento in area avversaria. Cesare Prandelli, come accaduto all'Europeo, ha cucito per Riccardo un ruolo ad hoc, piazzandolo dietro le punte, davanti ai tre di centrocampo: un trequartista atipico, ma perfettamente in grado di innescare i compagni, concludere da fuori e buttarsi negli spazi quando necessario. Un netto cambio di tendenza se consideriamo che, al Milan, l'ex viola gioca tanti metri più indietro: nel nuovo 4-2-3-1, infatti, Allegri ha deciso di posizionarlo davanti alla difesa, con il compito di imbastire l'azione dalle retrovie, al fianco del "mastino" e recupera palloni De Jong.
Non sarebbe un azzardo, tenendo conto anche del periodo d'annebbiamento di Boateng, tentare una sorta di interscambio, utilizzando Prince in un'altra zona del campo (magari proprio accanto al sopracitato olandese) e piazzando Montolivo alle spalle del centravanti. L'esperimento in azzurro ha perfettamente funzionato, sia nel primo tempo, che nella ripresa, quando il subentrante El Shaarawy ha allargato sensibilmente il gioco sulla sinistra. Nulla vieta di fare almeno un tentativo in rossonero, sfruttando le qualità tecniche del numero 18 in una posizione più avanzata: d'altronde, faticando spesso a trovare la via del gol (ma anche quella dell'assist), tutta la manovra milanista potrebbe benificiarne sensibilmente.


