Intolleranza modulistica
Matteo Calcagni
L'avvento del nuovo modulo, pur riscontrando diffuso apprezzamento, ha creato anche degli scontenti. Uno su tutti, Antonio Nocerino. Il centrocampista partenopeo, provato come esterno sinistro (e poi destro) al Tardini di Parma, è parso un pesce fuor d'acqua. Le cose sono andate meglio a San Pietroburgo dove, tuttavia, il Milan si è schierato col 4-3-3 per dare maggior copertura alla retroguardia. Poco adatto a stazionare fra i due pilastri davanti alla difesa, poco idoneo al ruolo di esterno offensivo, Nocerino, intervistato da Milan Channel, non ha nascosto di essere intollerante al 4-2-3-1: "Devo ammettere che non mi vedo bene in questo modulo, sarei ipocrita se dicessi il contrario. Ci sono giocatori che sono più adatti di me a giocare con questo schema.
A Parma mi sono sacrificato e sono sempre a disposizione per dare una mano alla squadra, come a San Pietroburgo dove sono entrato e abbiamo giocato con il 4-3-3 per difendere il risultato. Comunque, tocca a me far cambiare idea al mister in vista dei prossimi match”. Se si proseguirà con questo sistema di gioco, è chiaro che l'ex rosanero dovrà adattarsi in una delle due posizioni sopracitate: o centrocampista centrale o esterno, con caratteristiche chiaramente differenti rispetto ai "puristi". Non dev'essere facile per Noce, assoluto protagonista lo scorso anno con dieci reti, ritrovarsi senza ruolo e ora anche senza Nazionale. La cessione di Ibra, così come per Boateng, è stata un duro colpo per l'interno ventisettenne, lo scorso anno tra i fruitori più assidui degli assist e delle sponde svedesi. Questo però non toglie nulla al nuovo numero 8 che, negli scorsi mesi, riuscì ad essere "Nocerinho" anche senza la presenza di Ibrahimovic: ci ricordiamo tutti la gara disputata contro la Juventus a San Siro e, in quell'occasione, Zlatan era squalificato. Ritrovando lo spirito, Nocerino tornerebbe una risorsa imprescindibile per questo Milan, anche in un modulo non del tutto digeribile.


