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Il Milan e gli addii-boomerang

autore
Stefano Maraviglia
per Milannews.it
lunedì 15 ottobre 2012, 22:00Primo Piano
autore Stefano Maraviglia
15.10.2012 22:00Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Shevchenko, Kakà, van Bommel, Thiago Silva, Ibrahimovic, Ancelotti, adii con ritorno riuscito, tentato, desiderato o "pubblicizzato" dall'entourage, sono tanti gli uomini che hanno lasciato il Milan, dettisi pronti a tornare, che hanno provato e in qualche caso ci sono riusciti. Tutti lontani e protagonisti di partenze dolorose, caratterizzate da uno strano effetto boomerang. Quelli citati sopra sono solo alcuni, rimasti impressi nella mente dei tifosi. Il primo è stato l'ucraino, migrato a Londra, "convinto dell'importanza di far acquisire ai figli, massima padronanza della lingua inglese". Il suo return in rossonero fu un flop pressochè totale, solo il lato sentimentale venne appagato. Il fantasista del Real Madrid rappresenta il caso estremo. Partito per approdare nelle file dei "galacticos" e, trovatosi a rimpiangere l'Italia e il lido rossonero, dopo appena pochi mesi. Vani sono risultati i recenti tentativi mossi dalla dirigenza milanista, per riportare a casa un giocatore che avrebbe meritato molto di più, di quanto fatto negli ultimi anni. Il boomerang lanciato in Spagna da Adriano Galliani, non è riuscito nel suo percorso inverso.

Il quartetto MvB-T. Silva-Ibra-Ancelotti invece, descrive tutta un'altra prospettiva. L'olandese partito tra le lacrime, vorrebbe tornare a vestire i panni rossoneri, magari in qualità di dirigente, il brasiliano che si è perfettamente ambientato a Parigi, viene riaccostato dal suo agente al Milan, magari tra qualche anno (chissà quando, vista anche l'età del giocatore non verdissima?), poi ci sono loro, due dei protagonisti che hanno reso grande il Milan di ieri e di qualche anno prima. Lo svedese dopo polemiche scomode e antipatiche, ha ammesso pubblicamente di sentire la mancanza di Milanello e di essere pronto a tornare, in quell'ambiente che lo ha coccolato come a casa. Anche il mister si è lasciato andare ad una mezza ammissione, ma lui si sa, ha lasciato parte del cuore in mano al Diavolo, potrebbe bastare una chiamata o forse meno, per rivederlo sulla panchina di San Siro. Voglia di vincere in Francia e sceicchi permettendo. Il primo amore non si scorda mai e, se per questi personaggi il Milan non è stato comunque il primo amore, pare rappresenti quello che più di tutti ha lasciato il segno.

per Milannews.it

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