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Il paradosso mercato: Conte avrebbe avuto bisogno di un altro addio alla Kvaratskhelia. Juventus e Inter tornano dalle trasferte con due ufficialità: i rinforzi sono un'urgenzaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 00:01Editoriale
di Marco Conterio

Il paradosso mercato: Conte avrebbe avuto bisogno di un altro addio alla Kvaratskhelia. Juventus e Inter tornano dalle trasferte con due ufficialità: i rinforzi sono un'urgenza

Il Napoli arriva trentesimo su trentasei nel girone di Champions League. I Campioni d'Italia volano fuori dal Supergirone dopo una campagna disastrosa ma altrettanto in una stagione sfortunatissima e infortunatissima. Il paradosso: col mercato a saldo zero, e con la mossa di Aurelio De Laurentiis in Lega Calcio che si è scontrata con la richiesta di unanimità da parte del Consiglio Federale (per poter usare la liquidità e 'bypassare' le problematiche sugli indici del costo del lavoro, ndr), perché il Napoli non ha sacrificato un big? Già. Perché mai come stavolta, ci sarebbe stato bisogno di vendere a peso d'oro e a titolo definitivo un calciatore per poter poi reinvestire quei soldi in tutta la rosa. In tutte le posizioni. Già, ma mica un caso come Kvicha Kvarastkhelia, poi rimpiazzato da Noah Okafor. Ma un big in uscita poi sostituito da più giocatori in più ruoli. Avete visto la panchina di ieri del Napoli in Champions? Un pianto, un'emergenza clamorosa. In questi casi, meglio far digerire un addio pesante al tecnico con la possibilità poi di reinvestire quei soldi. La gara col Chelsea è stata invece un'altra tappa di una gestione decisamente rivedibile (e inattesa, visto il valore degli interpreti in gioco). La Juventus e una notte che evidenzia la necessità di un 9 La partita di Loic Openda contro il Monaco mette quanto mai in luce due fattori: l'ex giocatore di Lens e RB Lipsia non è un centravanti, non è il nove di cui ha bisogno Luciano Spalletti. Che ha un'incredibile necessità di un'alternativa a Jonathan David, uno 'alla Hojlund' come ha spiegato lo stesso allenatore negli scorsi giorni. Il mondo di Damien Comolli e di Marco Ottolini in queste settimane è stato pieno di ostacoli e d'imprevisti: le grandi d'Inghilterra che puntano all'acquisto a suon di milioni di Jean-Philippe Mateta. Youssef En-Nesyri che cambia la formula col ds bianconero a Istanbul e spiazza tutti, Fenerbahce compreso. Però la Juventus ha sempre un'alternativa pronta, cosa che ogni grande squadra dovrebbe avere. E se è un ritorno al passato, come Randal Kolo Muani, allora meglio ancora, ma vanno convinti (e mica è facile), PSG e Tottenham. Però la sfida di Montecarlo ha definitivamente evidenziato che Openda non è un 9 e che ne serve uno. C'è sempre tempo, ci sono sempre idee. Inter, vittoria ma solita esigenza: l'esterno destro Pur giocando a tresette come di consueto a microfoni accesi, Giuseppe Marotta ha confermato che l'Inter sta cercando un esterno destro 'sui generis'. No, non un Denzel Dumfries, ma un giocatore più offensivo da trasformare in fludificante di destra. Questo cosa significa? Che Luis Henrique ha giocato per necessità, non per virtù, anche contro il Borussia Dortmund ieri. Arrivare a Moussa Diaby non è facile, ma Ausilio ci proverà: fu una straordinaria intuizione di Raffaele Vrenna e del Crotone, il PSG mandò dei contratti in francese che complicarono la questione ma poi tutto andò a buon fine. La strada e la carriera l'ha portato in Saudi, per 60 milioni, e questi costi pesantissimi lo rendono un affare complicato. L'identikit però è chiaro e la necessità altrettanto. La notte Champions lo conferma, ancora una volta.