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Manfredi, presidente del volley vinci-tutto: “L’obbligo di tre italiani ha aiutato”TUTTO mercato WEB
Oggi alle 15:20Serie A
di Ivan Cardia

Manfredi, presidente del volley vinci-tutto: “L’obbligo di tre italiani ha aiutato”

La pallavolo vinci-tutto come esempio per il calcio? È complicato, dice Giuseppe Manfredi, presidente della Fipav, a margine dell’evento Il Foglio a San Siro 2026: “I consigli li vorrei io... Noi abbiamo bisogno sempre di migliorarci, il calcio è un universo totalmente diverso dal nostro. Il calcio professionistico è quello che regge tutto, è molto complicato e difficile trovare soluzioni: il vero problema è che bisognerà mettersi insieme, trovare una soluzione condivisa che faccia migliorare tutti. Per noi è importante capire, relativamente al calcio, che i risultati delle nazionali fanno male, però non vorrei che la gente alla fine si disaffezionasse, specie i bambini. Bisognerà che tutti quanti si uniscano per risolvere: da soli, nessun commissario o presidente, ci può riuscire”. Voi riuscite a portare tanti giovani ad alto livello sin da subito, grazie al Club Italia. “Per noi è importantissimo, come tutto il lavoro che fanno i nostri tecnici in estate con le nazionali giovani. Però è ancora più importante la possibilità che ci danno i club di poterli allenare: aver lasciato la possibilità dell’obbligo di tre italiani in campo ci aiuta. I risultati arrivano anche perché i nostri ragazzi giocano: è per questo che è necessario trovare un’intesa”. Voi siete alle prese con la naturalizzazione di Keita. Siamo indietro sullo ius soli? “Io l’ho superato in un modo, naturalizzando tutti i bambini, o ragazzi che dir si voglia, che si tesserano dai 14 anni possono giocare. Non possiamo perdere i nostri bambini, i nostri figli di immigrati che sono in Italia”.