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Riforma calcio italiano, Abodi in Senato: "Settori giovanili base per la credibilità di un sistema"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 16:02Serie A
di Tommaso Bonan

Riforma calcio italiano, Abodi in Senato: "Settori giovanili base per la credibilità di un sistema"

Appuntamento in Commissione Cultura del Senato, quest'oggi, per il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, sullo stato di attuazione della risoluzione approvata dalla Commissione a conclusione dell'esame dell'affare assegnato sulle prospettive di riforma del calcio italiano. L'intervento di Abodi parte dal tema del settore giovanile, che è "la base su cui si forma la credibilità di un sistema. L'ultimo anello del settore giovanile, che è la Primavera, oggi è stato portato a 20 anni, negli altri Paesi a 20 anni si è già in una dimensione competitiva. Il nostro è un campionato aperto, che mette a confronto le migliori espressioni non necessariamente della Serie A, visto che sono previste anche promozioni e retrocessioni, quindi con società di B in Primavera 1 e di A in Primavera 2. Quindi un passo in avanti è stato fatto, ma non è esaustivo. Credo che vada rivista, anche a livello federale, come stava facendo la Federazione, il modello che parte dal settore tecnico di Coverciano, dal settore giovanile scolastico, quindi auspico che quanto immaginato dalla Federazione possa andare avanti e che il modello si evolva per rispondere a queste esigenze di verifica preventiva anticipata rispetto ai tempi della qualità dei ragazzi che vengono coinvolti nei vari campionati". "Oltre al tema dei format dei campionati giovanili e delle fasce di età - continua Abodi - c'è un tema anche di qualificazione dei formatori, che dipendono dal settore tecnico, dalla scuola di Coverciano. Nella quale, più che formare, non si produce la selezione necessaria. Quando si entra nei vari corsi di formazione, infatti, non c'è un esame finale che sia di selezione. E anche i programmi formativi guardano esclusivamente all'aspetto tecnico e fisico, l'aspetto educazionale viene trascurato e ce ne accorgiamo anche con alcuni comportamenti degli allenatori nelle panchine. Quindi questa tematica è molto ampia, non riguarda un solo aspetto ma è multidisciplinare. Al di là degli auspici, spero che la Federazione che verrà con le sue configurazioni, sappia affrontare questa tematica che secondo me è centrale, perché è una piramide non soltanto competitiva, ma anche educativa. E dà la cifra dell'impostazione che la Federazione si vuole dare per dare un segno di cambiamento rispetto al modello passato o comunque a quello ancora presente".