Il prof. Castellacci: "Le società dicano la verità sugli infortuni. E non diamo colpa ai medici"
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Il professor Enrico Castellacci, che era medico della Nazionale italiana nel Mondiale vinto nel 2006 e oggi fa parte dello staff dell'Uzbekistan del ct Fabio Cannavaro, ha parlato a Radio FirenzeViola parlando della gestione degli infortuni da parte delle società di calcio. A partire dall'infortunio rimediato da Parisi, un edema osseo dal quale non sta ancora recuperando: "Diciamo che non ci sono state delle diagnosi esatte. L'edema osseo è un'infiammazione con formazione di liquidi all'interno dell'osso. È sempre una rogna per il giocatore. A quanto mi risulta all'inizio non era così seria la cosa. Da un punto di vista medico è veramente noioso. Il recupero è sempre molto particolare".
Al che, Castellacci entra nello specifico di come le varie realtà calcistiche gestiscano gli infortuni, soprattutto lato comunicazione dove sembra sempre regnare una certa 'omertà': "Ha poco senso. Più si dice la verità, in particolare ai media, e meglio è, poi tanto la verità viene fuori. Questa è la diagnosi e questi sono i tempi di recupero. Io non vedo mai il senso. Non diamo però colpa subito al medico, perché è l'anello debole della catena. Quando si parla di comunicazione con la stampa è anche la società, che dice se una cosa si può dire o meno. Lo ribadisco che quando c'è un infortunio si dicesse subito che tipo di infortunio c'è e i tempi di recupero, così da non generare polemiche. Su questo servirebbe fare chiarezza".
Il medico dell'Uzbekistan ha parlato anche di Fabio Grosso, tra i nomi che vengono fatti come candidati più forti per la panchina della Fiorentina del prossimo anno, da lui conosciuto appunto ai tempi della spedizione Mondiale del 2006: "Grosso è un uomo pacato, questo non vuol dire che non è deciso, anzi fa sempre scelte precise. È un allenatore che studia, si informa e per questo lo reputo un allenatore all'avanguardia. Io, però, sono poco obiettivo, lo conosco da quando era piccolo. Lui ha avuto poi una grande fortuna nel vincere il Mondiale e di diventare un eroe del 2006. Ricordiamoci il suo grande gol alla Germania e anche di quanto Marcello Lippi lo considerasse, facendogli battere l'ultimo rigore nella finale. Lui ci spiegò perché, disse: 'Tu sei l'uomo dell'ultimo minuto e quindi batterai l'ultimo rigore'. È una persona speciale e oltre tutto caratterialmente si lavora e si vive benissimo. È un profilo importante, che ha davanti a se un futuro roseo".
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