Di Canio: "Il Leao di 5 anni fa era più forte, quello di oggi pensa a trap e sfilate: perché puntarci?"
Paolo Di Canio, ex attaccante tra le altre della Lazio, ha concesso un'intervista al Corriere della Sera parlando anche del caso Leao in casa Milan. Queste le sue dichiarazioni:
"Puntare ancora su Leao vorrebbe dire non aver capito qual è il senso di squadra. Perché rinnovare un giocatore che a 21 anni era più forte di adesso che ne ha 26? Un giocatore che continua a fare il trapper e le sfilate di moda? È sempre infortunato, recupera in ritardo e chissà come mai. Il Milan senza di lui vince e convince, è una squadra coesa. Vuoi ripartire da lì o da uno che fa come vuole e pretende anche di essere coccolato? Io non avrei dubbi".
Poi, anche una battuta sul tanto discusso addio (e mancato ritorno) di Gianluigi Donnarumma all'Italia: "È il vile denaro. Legittimo eh, non lo critico. In Italia avrebbe dovuto dimezzarsi l’ingaggio per giocare in una squadra non competitiva. Per me è forte forte, ma delle volte fa degli errori da giocatore dozzinale che Buffon faceva ogni tre anni. In certe squadre una papera nella partita sbagliata vanifica dieci miracoli".
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