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Sei uomini all'attacco: come giocherebbe il Milan col 3-1-6 di mister Ruben AmorimTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 11:27Serie A
di Giacomo Iacobellis

Sei uomini all'attacco: come giocherebbe il Milan col 3-1-6 di mister Ruben Amorim

Il Milan si avvicina a Ruben Amorim e potrebbe aver finalmente risolto così il rebus allenatore, quando siamo arrivati ormai a metà giugno. Se il 41enne dovesse approdare sulla panchina rossonera, a cambiare non sarebbe però soltanto il profilo del tecnico, ma l'intera identità tattica della squadra. Il predestinato portoghese ha infatti costruito i suoi successi allo Sporting CP - tre Coppa di Lega portoghese, due campionati portoghesi e una Supercoppa di Portogallo vinti dal 2020 al 2024 - attorno a un sistema di gioco ben definito, il 3-4-3 o 3-4-2-1, modulo che difficilmente abbandona. Cosa significa? In fase di possesso la sua formazione si trasforma spesso in un 3-2-5, con i due esterni che si alzano sulla linea degli attaccanti e i tre giocatori offensivi che occupano gli spazi tra le linee avversarie, o addirittura in un ancor più spregiudicato 3-1-6. L'obiettivo è semplice, ovvero avere molti uomini nella metà campo rivale, creare superiorità numerica e recuperare rapidamente le seconde palle per mantenere costante la pressione. Una filosofia offensiva, coraggiosa e moderna che piace particolarmente alla dirigenza rossonera. Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic sarebbero stati colpiti proprio dalla capacità di Amorim di proporre un calcio aggressivo, dinamico e orientato allo sviluppo dei giovani talenti. Scordatevi dunque il Milan di Allegri, il corto muso, la difesa e il contropiede: in quello di Amorim gli esterni avrebbero un ruolo fondamentale, venendo chiamati a garantire ampiezza e intensità per tutta la partita, mentre i tre difensori centrali diverrebbero la base da cui costruire l'azione. Nella sua carriera non ci sono stati però soltanto i fasti portoghesi e l'ultimo passaggio al Manchester United rappresenta un elemento da analizzare con altrettanta attenzione. In Inghilterra Amorim ha cercato di riproporre gli stessi principi che lo avevano portato al successo in Portogallo, insistendo sul 3-4-2-1 e sul 3-4-3. Tuttavia, la rosa dei Red Devils era stata costruita per sistemi totalmente diversi, come il 4-2-3-1 o il 4-3-3, e molti giocatori hanno di conseguenza faticato ad adattarsi alle richieste del tecnico. Proprio la mancanza di sintonia immediata tra allenatore e squadra ha contribuito alle difficoltà vissute a Manchester, fino all'esonero dello scorso gennaio e al miracolo più "conservatore" firmato Carrick. Insomma, il Diavolo è avvisato: se vorrà scommettere su Amorim, dovrà farlo davvero a 360°.