Anche l'Italia scarica Infantino: chi l'aveva già fatto e chi sostiene il presidente FIFA
L’Italia toglie il sostegno a Gianni Infantino e allunga la lista delle federazioni calcistiche nazionali che, in vista delle prossime elezioni FIFA - in programma il 18 marzo a Rabat, in Marocco - hanno preso posizione in maniera ufficiale contro l’attuale presidente. La rottura nasce dalle scorie legate al Mondiale (caso Balogun su tutti), ma soprattutto dal progetto, tenuto segreto dalla FIFA e poi naufragato, di cedere a investitori privati quote della Coppa del Mondo.
L’Italia e le altre
A oggi, salgono così a 16 le federazioni - su 211 affiliate - che hanno ritirato il sostegno a Infantino. Oltre all’Italia, ci sono: Albania, Croazia, Finlandia, Georgia, Gibilterra, Galles, Grecia, Inghilterra, Irlanda, Irlanda del Nord, Israele, Montenegro, Nuova Zelanda, Scozia, Serbia. Sono da aggiungere Germania, Danimarca, Norvegia, Romania, Svezia e Giordania che, non avendo inizialmente concesso il sostegno a Infantino, non hanno ovviamente bisogno di revocarlo per manifestare il proprio dissenso. Manca invece l’Olanda, che pure a livello mediatico ha fatto trapelare l’intenzione di togliere il sostegno: finora non è seguita nessuna comunicazione ufficiale. Ma la stessa Italia, pur avendo preso chiaramente posizione contro Infantino, in linea con la posizione ufficiale della UEFA, non aveva finora formalizzato l’operazione, un passaggio arrivato anche su richiesta di Nyon. Quanto alle altre confederazioni, anche AFC (Asia) e CONCACAF (Nord e Centro America e Caraibi) hanno criticato esplicitamente Infantino, anche se poi al voto vanno le federazioni e non le confederazioni, peraltro a scrutinio segreto. Nelle ultime ore, anche se non votano, è da segnalare la rottura con le FIFA Legends, con qualche eccezione come gli argentini Zanetti, Pastore e Cambiaso.Tanti voti, nessuno sfidante
Sul fronte opposto, per ora, ci sono CONMEBOL (Sud America) e CAF (Africa): entrambe hanno confermato il sostegno a Infantino, che infatti potrebbe ancora godere del numero di voti necessario a spuntare il quarto mandato. Ne serve il 50% + 1. Manca, per ora, uno sfidante ufficiale: Aleksander Ceferin, presidente UEFA, ha detto che un candidato alternativo ci sarà, ma non sarà lui. Tra i nomi più quotati ci sono Nasser Al-Khelaifi e Victor Montagliani.Altre notizie
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