Boban e il Milan, un amore finito malissimo: dall'addio solo bordate al passato
L'ex calciatore croato, da tempo dirigente, ha nuovamente criticato il suo ex club, che non lo convince nemmeno sotto la nuova gestione
L’amore non è in discussione. Zvonimir Boban si è sempre dichiarato tifoso del Milan, la principale squadra della sua carriera. L’uscita di oggi - “Il Milan non fa cose da Milan da anni” - non è però certo un fulmine a ciel sereno: dall’addio in poi, le bordate hanno decisamente superato gli sporadici complimenti.
L’intervista, la rottura, la causa
Lo strappo con il Milan, e nello specifico con Ivan Gazidis, ha una data precisa: 29 febbraio 2020. Boban, scoperto che l’ad stava lavorando all’arrivo di Ralf Rangnick senza coinvolgere lui e Paolo Maldini, lo attacca pubblicamente, definendo il suo comportamento “irrispettoso e inelegante” e soprattutto “non da Milan”. Il rapporto è in realtà ormai lacero, il Milan lo licenzia per giusta causa: un anno dopo, Boban vincerà la battaglia legale intentata nei confronti del suo ex club. Nel frattempo, pochi mesi dopo l’addio, spiega: “Rifarei tutto”. E lo scudetto di Stefano Pioli, vinto poi nel 2022, afferma di sentirlo anche suo.Le bordate pubbliche
Quel trionfo resta, però, una rondine senza primavera. Da lì in poi il Milan si infila in anni molto più complicati, e Boban non ne lascia passare una: a settembre 2024 definisce “un errore madornale” l’allontanamento di Maldini e dice di non aver capito cosa faccia Zlatan Ibrahimovic. Proprio con lui, pochi giorni dopo, battibecca pubblicamente: “Sono io il boss”, risponde lo svedese. A ottobre dello stesso anno torna sull’allontanamento: “Mi hanno fatto fuori per un’intervista sacrosanta”. A maggio 2025 è ancora la separazione da Paolo Maldini il tema: “Una pagina vergognosa”. Nel mezzo, tante piccole e grandi dichiarazioni, per ribadire un concetto: il Milan di oggi non è da Milan.Altre notizie
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