Milan, Amorim: "Ramos? Niente di grave. Cisse è al 50% del suo valore"
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Antonello Gioia
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Oggi alle 19:44Serie A
autore Antonello Gioia
21.10.2026 19:44Serie A
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 19:20, alla vigilia di Bournemouth-Milan.
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Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa, a partire dalle ore 19:20, alla vigilia di Bournemouth-Milan, sfida valida per la seconda giornata della League Phase di Europa League e in programma domani alle 21:00 al "Vitality Stadium" di Bournemouth. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su TMW.
19:20 | Inizia la conferenza: parla Amorim.
Che è successo con gli infortunati? Chi gioca? "Vedremo domani. Goncalo non ha niente di eccessivamente grave, mentre la situazione di Chukwueze è un po' diversa e la valuteremo nei prossimi giorni per fare un punto preciso. In generale, però, tutte le squadre europee impegnate su più fronti stanno affrontando problemi con gli infortuni: è proprio per questo che stiamo cercando di gestire le rotazioni e di preparare ogni singolo giocatore al meglio per scendere in campo. Per quanto riguarda Cisse, come ho già detto, domani giocherà titolare, ma la sua posizione precisa la scoprirete soltanto domani". È la gara decisiva domani? "Non so se questa partita sarà decisiva: siamo soltanto alla terza giornata e abbiamo ancora molte gare da giocare. Sicuramente affronteremo una squadra di un livello differente, dotata di grande qualità e nota per la sua pericolosità nelle transizioni. Hanno diversi top player in rosa. Certo, sarà una partita diversa dal solito, ma dovremo farci trovare pronti ad affrontarla, a reggere il loro passo e il loro ritmo. Non dico che sia una sfida da dentro o fuori, ma è certamente fondamentale per noi: ci serve per capire a che punto è la nostra squadra, per testare il gruppo e fare in modo che tutti siano pronti a disputare match di questo spessore. Non è una gara necessariamente decisiva per le sorti della competizione, ma riveste un'importanza enorme per la nostra stagione". È il momento di Cisse? "Penso che la prima cosa da fare sia non ingigantire la situazione, evitando di caricare di ulteriore pressione i giocatori più giovani. È chiaro che voi fate il vostro lavoro come giornalisti, ma parlo di noi come club, come staff tecnico e non solo: dobbiamo aiutare i ragazzi più giovani a capire che il calcio è come una montagna russa, e tutto può cambiare in qualsiasi momento. Lui è sicuramente all'inizio di un percorso: è al 50% delle sue potenzialità, sa calciare con entrambi i piedi, ma ci sono ancora degli aspetti che non esegue a un livello elevato perché gli manca l'esperienza necessaria. Perciò dobbiamo dargli tempo, anche se in generale sta facendo benissimo e sta sorprendendo tutti. La cosa fondamentale è comprendere che nel calcio le cose cambiano molto rapidamente: bisogna lavorare duramente durante la settimana e, così facendo, ci sarà sempre più spazio per lui in squadra. Ma come ho detto, ha ancora ampi margini di crescita ed è solo a metà del suo potenziale". È la prima volta che torna qui dopo l'esperienza al Manchester Utd... "In generale, penso che la cosa più importante sia il fatto di essere qui come allenatore del Milan, ed è qualcosa che devo rispettare, chiaramente. L'unica cosa che mi sento di dire e che non ho nulla da aggiungere sul Manchester United ed è che mi concentro unicamente sul Milan. L'unica cosa che posso dire è che ho amato il Manchester United, ho amato l'atmosfera e ciò che è accaduto non cambia in alcun modo le mie esperienze positive. L'unica cosa che dirò è che sono andato avanti: adesso mi trovo in un'altra grande squadra, e club di questo livello, come il Milan, hanno già altri problemi da risolvere. Perciò ora penso esclusivamente alla mia vita, alle nostre vite perché, come sapete, in ogni grande club i problemi sono sempre dietro l'angolo. Mi concentro sul mio lavoro, sulla mia squadra, sui miei giocatori e sul mio staff, senza sprecare pensieri per le altre squadre. Non importa quello che è successo in passato con lo United: ciò che ho detto quando ho firmato per lo United è ancora valido, è un club che ho amato davvero". Del Bournemouth invece cosa pensa? "Ci sono alcune cose, alcuni dettagli che non menzionerò adesso, che fanno parte del gioco, però sento lo stesso ritmo, lo stesso passo, la stessa pressione. Se conoscete Marco Rose, è sempre il suo modo, il suo stile, insomma, con il pressing che fa parte della loro identità. Hanno molta qualità nell'uno contro uno e stanno facendo anche molto bene a livello di acquisti e di scouting di nuovi giocatori, quindi non vedo molte differenze nella loro identità. Ci sono alcune cose diverse, anche perché alcuni giocatori sono andati via e altri sono arrivati, ma la loro impronta si concentra sulla qualità, sul passo e sul ritmo. È una squadra dotata di una grande qualità di base, ed è una sorta di test importante per noi. Sono contento di vedere i miei giocatori in campo, anche attuando un po' di rotazione: abbiamo la responsabilità di lottare sempre per la vittoria". Quanto è cambiato Loftus-Cheek da quando è arrivato al Milan? E lei, invece? "Il problema con Loftus-Cheek è che non crede fino in fondo di poter giocare nella sua Nazionale: lo sento dal suo tono di voce, ma la realtà è che ha tutto il talento per farlo. Volevo sottolinearlo innanzitutto: è un ragazzo dalle qualità davvero eccezionali. Il problema è forse più nella testa che nel corpo o nelle competenze tecniche. Penso che se riesce a liberarsi da questo blocco mentale, può giocare davvero in qualsiasi Nazionale perché ha un talento puro, ma spetta a lui fare questo passo. In fondo è ancora giovane: la gente spesso dimentica che ha una carriera lunghissima davanti a sé, quindi sono convinto che possa farcela. Per quanto riguarda me, ovviamente quando accumuli più esperienza diventi un allenatore diverso. Non penso di essere una persona diversa, perché il mio carattere non cambia, ma ho più esperienza e capisco meglio le dinamiche del calcio: questo mi aiuterà in futuro nella gestione dei problemi. Il Milan ha un contesto importante che ci aiuterà a gestire ogni situazione. Insomma, ritengo di essere la stessa persona di sempre, semplicemente con un po' più di esperienza in certe dinamiche". Perché preferisce Estupinan a Bartesaghi? "Negli aspetti tecnici che osservo, Bartesaghi è un giocatore di grande corsa e spinta, mentre Estupiñán è un profilo un po' diverso: tende a entrare più dentro il campo per creare collegamenti, vede i dettagli e cerca di dare equilibrio alla squadra. Comunque si stanno alternando molto nelle partite: domani ne vedrete uno in campo, poi contro l'Udinese vedrete l'altro. A volte si tratta semplicemente delle caratteristiche che vogliamo mettere in campo per una specifica partita, e per questo ogni giocatore deve farsi trovare sempre pronto a giocare". Cosa è successo contro l'Atalanta? "È una partita a sé stante, quindi non possiamo dire: 'Ok, nella prossima proveremo a migliorare questo o quell'aspetto specifico della gara precedente'. Sul 3-1 eravamo in controllo del possesso e non correvamo più grandi pericoli. Ciononostante, ci sono alcuni punti su cui dobbiamo crescere: ci sono dettagli tattici e tecnici da assimilare che ci aiuteranno a gestire meglio il controllo della partita, anche a livello mentale. Domani, dunque, non abbiamo nulla da dimostrare rispetto a quanto fatto nella gara precedente. Dobbiamo concentrarci unicamente sulla sfida che ci attende, cercando di vincere in una competizione così importante per noi. E se riusciremo a evitare nuovi infortuni, beh, tanto meglio, così potremo affrontare al meglio il prosieguo della stagione".19:43 | Termina qui la conferenza.
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