Sogni d’Europa? L’Udinese di Runjaic è irriconoscibile: a volte bisogna vendere i migliori
Quattro punti in otto giornate e una squadra senza slancio: la scelta di trattenere quasi tutti i protagonisti della scorsa stagione finora non ha pagato
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Il 2-0 interno subito con il Milan, oltre ad addensare le nubi sul futuro di Kosta Runjaic, allontana ancora di più l’Udinese da quello che è l’obiettivo dichiarato della società friulana. Dopo il decimo posto con 50 punti al termine dello scorso campionato, a Udine si è parlato di alzare l’asticella e di sognare la qualificazione europea. Per ora, però, la fotografia è diversa: quartultimo posto in classifica, 4 punti dopo 8 giornate e un tecnico fortemente in discussione.
A volte bisogna vendere…
A legittimare i sogni di grandezza, anche un’estate nel corso della quale, oggettivamente, l’Udinese non ha ceduto troppo. È partito Arthur Atta, ma di fatto è stato l’unico grande addio nell’ultimo mercato. I bianconeri hanno difeso gli altri gioielli della casa, da Maduka Okoye a Keinan Davis, passando per Oumar Solet, e alla fine sono riusciti a ricomporre la frattura con Nicolò Zaniolo. Una strategia lodevole, volendo, ma tanti dirigenti di lungo corso raccontano anche un’altra verità. A volte, per alzare il livello, una squadra che ha fatto bene va cambiata. Rinnovandosi, trova anche nuove energie. L’Udinese ha scelto ben altra strada: i risultati, per ora, suggeriscono che forse, a volte, c’è bisogno di lasciare andare chi in un determinato contesto ha già dato tutto.Altre notizie
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