Inter con pancia piena? Chivu: "Se dico certe cose mi rispondete che sparo..."
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Le difficoltà dell’Inter contro il Venezia, e il dubbio che ci possa essere la pancia piena, tornano d’attualità nella conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia della partita con il Milan: “Nella testa di ciascuno di noi possono esserci delle cose che ti condizionano. Però, se io devo giustificare, devo essere attento: dovrei parlare di cose intime, che devono rimanere sempre dentro un contesto che possa essere interpretato. Perché, se dico determinate cose, è subito: Chivu spara.
No, io non detengo la verità assoluta. E so quali possano essere le cause, posso intuirle: sono stato nello spogliatoio, nelle condizioni di una squadra come l’Inter che doveva giocare ogni tre giorni e pensare a come gestire le energie in questo contesto. Magari qualcuno non accetta determinate cose, dicendo che siamo professionisti, e ha pure ragione. Se devo dare ragione a quella che è la narrazione, devo dire che ribaltare le partite ti fa perdere energie.
Abbiamo perso tanto con lo Shakhtar, in dieci e patendo la carica emozionale del match. Poi abbiamo speso tanto con la Fiorentina. Quindi arrivi che le energie ti mancano: un po’ di superficialità e di lentezza mentale… La velocità del pensiero, quando perdi energie, diminuisce a livelli dilettantistici. E diventa una partita che porti a casa perché sei esperto e sei stato fortunato: loro, nelle situazioni pericolose, non hanno fatto gol ed è stato bravo il loro portiere. Però ci sono squadre che giocano ogni tre giorni e le perdono, non le portano a casa. Noi la gara che abbiamo sbagliato è stata quella con il Bruges.
Non è facile dare una risposta, ci sono cose che non si possono dire e che devono rimanere nelle mura di uno spogliatoio. Ci sono cose che sono così, bisogna accettarle, non fare finta, ma correggerle e spiegarle. Siccome abbiamo a che fare con un gruppo di ragazzi di livello molto alto sotto il profilo intellettuale, sono loro consapevoli di cosa non va e di dove devono arrivare. Sono umani, non è semplice avere la pressione addosso di dover sempre vincere: ce la mettono tutta e a volte ci riescono dall’inizio, a volte in rimonta. Però sono umani”.
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