Il Professore sulla cattedra di San Siro, quando Gunnar Gren insegnava la geometria del gol
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Redazione TMW
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31.10.2026 07:45Nato Oggi...
Gunnar Gren, Il cervello del Gre-No-Li che spezzò il digiuno del Milan e incantò l'Italia
Chiudete gli occhi per un secondo, spegnete i tablet, i passaggi laterali ossessivi e la lavagna tattica del calcio moderno.
Tornate a una Milano in bianco e nero, agli inverni con la nebbia fitta e a un tempio di San Siro che profuma di cuoio e passione popolare.
Lì, al centro del prato, c'era un uomo che non correva mai a vuoto, aveva la postura eretta di un docente universitario, i capelli perfettamente pettinati e due piedi capaci di disegnare traiettorie geometriche, quell'uomo era Johan Gunnar Gren, per tutti, semplicemente, Il Professore.
Nato a Göteborg 31 ottobre 1920, Gren cresce calcisticamente nel Garda BK prima di consacrarsi con la maglia dell'IFK Goteborg, club con cui vince il campionato svedese nel 1942 e il prestigioso Guldbollen, il pallone d'oro svedese, nel 1946.
La sua fama internazionale esplode definitivamente nel 1948, quando trascina la Nazionale di Svezia alla conquista della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Londra, è il trampolino di lancio perfetto verso l'Italia.
Nell'estate del 1949, il Milan compie il colpo di mercato che cambierà per sempre la storia del club, portando Gren all'ombra della Madonnina, insieme a Gunnar Nordahl, il pompiere dai gol implacabili, e a Nils Liedholm, il barone della precisione, Gren dà vita al sodalizio più iconico e devastante dell'epoca: il mitico trio Gre-No-Li.
La formula magica che spezza un digiuno da Scudetto lungo ben quarantaquattro anni, nella stagione 1950-51, è elementare nella sua perfezione, Gren pensa, Liedholm ricama, Nordahl distrugge le reti avversarie.
Nei suoi quattro anni in rossonero, Gren colleziona 133 presenze e 38 reti, vincendo anche la Coppa Latina nel 1951 e diventando il cervello insostituibile della squadra, ogni suo passaggio è un invito al gol, ogni sua finta un trattato di fisica applicata al pallone.
La sua leggenda italiana proseguirà poi con le maglie di Fiorentina e Genoa, prima dell'ultimo grande capolavoro con la Svezia, da veterano trentasettenne guida i suoi fino alla finale del Mondiale del 1958, arrendendosi solo al Brasile del giovanissimo Pelé.
Ricordare oggi Gunnar Gren significa ritrovare l'essenza stessa del gioco, l'intelligenza che batte la muscolarità, la classe che si fa poesia.
Unico, immenso Professore.
Gunnar Gren è morto il 10 novembre 1991 a Goteborg, la sua città natale in Svezia, all'età di 71 anni (appena dieci giorni dopo il suo compleanno).
La causa del decesso è stata un ictus.
I suoi ultimi anni di vita sono stati purtroppo segnati dalla solitudine e da crescenti difficoltà personali, ai suoi funerali, celebrati a Goteborg dove è tuttora sepolto nel Cimitero Occidentale (Västra Kyrkogården), parteciparono commossi i suoi storici compagni di reparto del Milan, Gunnar Nordahl e Nils Liedholm, a testimonianza di un legame eterno che andava ben oltre il rettangolo di gioco.
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