Caso Partey, il Ghana ricorre alla giustizia canadese: a rischio il debutto al Mondiale
Il caso Thomas Partey tiene banco alla vigilia dell'esordio del Ghana ai Mondiali 2026. Il governo si è infatti rivolto alla Corte Federale del Canada nel tentativo di ottenere l'annullamento del rifiuto del visto d'ingresso al centrocampista, attualmente impossibilitato a raggiungere Toronto dove le Black Stars affronteranno il Panama nella prima gara del torneo.
Secondo quanto riportato dai media canadesi, l'udienza è stata fissata per le prossime ore e potrebbe risultare decisiva per il futuro immediato del giocatore nella competizione. Accusato di sette capi d'imputazione per stupro e uno per aggressione sessuale, relativi a presunti fatti avvenuti tra il 2020 e il 2022 durante la sua esperienza all'Arsenal, Partey si è sempre dichiarato non colpevole. Il processo è previsto nel 2027 nel Regno Unito. Nei giorni scorsi la FIFA aveva reso noto che le autorità canadesi avevano negato il visto al centrocampista del Villarreal. Una decisione che il Ghana ha definito "autoritaria ed estremamente ingiusta", contestandola ufficialmente attraverso i canali diplomatici e legali.
Le autorità canadesi, dal canto loro, non hanno confermato né smentito il caso specifico, limitandosi a ribadire che non vengono fornite informazioni riguardanti singole pratiche di immigrazione. Il verdetto della Corte è atteso nelle prossime ore; se il ricorso dovesse essere respinto e Partey non riuscisse a raggiungere il Canada in tempo utile, il Ghana sarebbe costretto a iniziare il proprio cammino mondiale senza uno dei suoi giocatori più rappresentativi.
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