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Gravina e la 'sua' Nazionale: "Con Mancini da record. Abbiamo lavorato per vincere domani"

Gravina e la 'sua' Nazionale: "Con Mancini da record. Abbiamo lavorato per vincere domani" TUTTOmercatoWEB
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Dimitri Conti
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Dimitri Conti
Oggi alle 19:44Serie A

Gabriele Gravina, ex presidente della FIGC, è tra le personalità presenti alla presentazione del libro di Ivan Zazzaroni, al Circolo Canottieri Aniene a Roma.

Gravina riflette in generale sullo stato di salute del movimento calcistico in Italia: “Prima sentivo parlare di un calcio a livello basso e non sono d’accordo. Il calcio che ha finalità solo legate a un risultato sportivo è superficiale. Dobbiamo uscire da alcune ipocrisie per centrare il tema. Lasciamo stare ciò che è stato fatto in Federazione perché c’è una lista infinita di attività che hanno posto la Federazione come riferimento internazionale. Mister Ranieri ha parlato di risultati di una filiera che in questi otto anni abbiamo creato. Questo calcio ha prospettiva e l’abbiamo creata in questi otto anni. Abbiamo lavorato per vincere domani, se fino al 2018 le nazionali giovanili non arrivavano in finale e poi improvvisamente per la prima volta in 138 anni l’Under 17 vince l’Europeo nel 2024 e pochi giorni fa ha rivinto il titolo. Se l’Under 19 e l’Under 20 vince il titolo europeo, se l’Under 21 con la sola aggiunta di Donnarumma vince con Lussemburgo e la Grecia, che ha battuto l’Inghilterra, qualcosa vuol dire. Se in questi anni la FIGC per la prima volta nella sua storia vince il premio “Burlaz” qualcosa vorrà dire".

Prosegue così quindi Gravina, che si sposta su pensieri a tinte azzurre: "È possibile che noi non possiamo analizzare la storia della nazionale maggiore? Con Mancini alla guida abbiamo tolto un record storico a Brasile e Spagna con 37 risultati utili consecutivi, nel 2021 abbiamo vinto un Europeo dopo 53 anni. Sono risultati straordinari. Vediamo come non siamo andati al Mondiale, dominiamo in Svizzera e Jorginho sbaglia un rigore a cinque minuti dalla fine. Poi facciamo 36 tiri con la Macedonia e perdiamo. C’è poi la sfida con la Norvegia in cui loro hanno preparato la partita della vita, Haaland ha fatto tre mesi di recupero solo per preparare quella partita. Poi siamo arrivati alla partita con la Bosnia e Kean e Pio Esposito sbagliano due gol già fatti. Se Kean avesse segnato avremmo riaperto tutti gli oratori e avremmo tutti giocato nuovamente a calcio? Gravina non scende in campo, ma qualcuno ha detto che Gravina è quello che ha scelto l’allenatore. Questa persona poi ha scelto lo stesso allenatore (Lotito con Gattuso, ndr), ma sorvoliamo su questo".

Conclude infine Gravina: "Noi dobbiamo fare conto con questa realtà, poi se hai una politica che non ti supporta, che toglie il vincolo sportivo io non capisco perché alcune società dovrebbero investire sui giovani. Se poi perdiamo giocatori come Samuele Inacio e Luca Reggiani, due 2008 che giocano titolari al Borussia Dortmund, il problema non è Federale. Possiamo cambiare gli Abete, i Tavecchio, i Gravina e ora auguro a Giovanni Malagò di prendere il posto. La priorità è una, bisogna togliere il diritto di veto perché non si può fare una riforma se il 3% non è concorde. Questo è antidemocratico, abbiamo proposto 17 leggi sui campionati, poi è chiaro che se ogni campionato si mette in mezzo non puoi fare nulla e quindi Gravina va a casa”.

Fonte dall'inviato Lorenzo Beccarisi
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