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Scozia di nuovo al Mondiale dopo 28 anni, Clarke: “Lo spirito di squadra è la nostra arma”TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 16:37Ultime notizie
di Redazione Tuttomondiali
per Tuttomondiali.it

Scozia di nuovo al Mondiale dopo 28 anni, Clarke: “Lo spirito di squadra è la nostra arma”

La Scozia torna al Mondiale dopo 28 anni di assenza e il commissario tecnico Steve Clarke crede che lo spirito del gruppo possa essere l’arma in più per affrontare la rassegna del 2026. Il tecnico scozzese ha parlato ai canali ufficiali della FIFA durante la Tartan Week di New York, evento dedicato alla cultura scozzese che ha portato Clarke a partecipare anche alla tradizionale Tartan Day Parade lungo la Sixth Avenue. La presenza negli Stati Uniti ha permesso all’allenatore di respirare già l’atmosfera che accompagnerà la squadra durante il Mondiale, dove la Scozia affronterà Brasile, Haiti e Marocco nel gruppo C.

Clarke si aspetta un grande sostegno da parte dei tifosi, compresi molti scozzesi che vivono negli Stati Uniti. “Qui a New York abbiamo visto quanto entusiasmo c’è. Anche la comunità scozzese che vive qui sta vivendo l’attesa con grande passione e sono sicuro che la Tartan Army sarà presente in grande numero”.

Oltre al supporto dei tifosi, il ct punta molto sulla compattezza del gruppo. Clarke ha sottolineato come i suoi giocatori siano molto organizzati e profondamente orgogliosi di rappresentare il loro Paese. Proprio questo senso di responsabilità, secondo l’allenatore, è ciò che rende la squadra speciale. “Abbiamo uno spirito di squadra fantastico, qualcosa che il denaro non può comprare”.

Il grande appuntamento del girone sarà la sfida contro il Brasile, ma Clarke preferisce guardare prima all’esordio contro Haiti, in programma il 13 giugno al Boston Stadium. Per il tecnico la priorità è affrontare una partita alla volta, consapevole che il gruppo è molto competitivo. L’obiettivo è ambizioso: superare la fase a gironi per la prima volta nella storia della Scozia ai Mondiali.

Per Clarke sarà anche il primo Mondiale personale, un traguardo che non aveva mai raggiunto da calciatore. Guidare la nazionale sul palcoscenico più importante del calcio, ha ammesso, rappresenta qualcosa di speciale, soprattutto per un Paese che vive il calcio con grande passione e che ha atteso così a lungo per tornare sulla scena mondiale.