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Calcio d'agosto non ti riconosco. E poi nemmeno posso vederti: la Serie A accusa DAZN ma è più colpevole per un azzardo fatto in nome di una manciata di euro in piùTUTTOmercatoWEB.com
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martedì 16 agosto 2022, 08:58Editoriale
di Raimondo De Magistris

Calcio d'agosto non ti riconosco. E poi nemmeno posso vederti: la Serie A accusa DAZN ma è più colpevole...

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
Non eravamo abituati. In nome di un Mondiale che non giocheremo, è trascorso Ferragosto e s'è chiusa anche la prima giornata di Serie A. E' scivolata via in sei slot orari diversi, ma solo perché di questi tempi giocare prima delle 18.30 è impossibile. In futuro sarà anche peggio. E' la prima di quattro giornate che si giocheranno in questo mese perché - tanto per non farci mancare nulla - ci sarà anche un turno infrasettimanale proprio nelle ore in cui si sta chiudendo il calciomercato. Chapeau.

Torniamo alla prima giornata, che per la verità è scivolata via senza grosse sorprese. Anzi, senza alcuna sorpresa. C'è chi come Inter o Fiorentina ha vinto solo nei secondi finali. Chi in rimonta, come il Milan, la Lazio o il Napoli. Chi gestendo, come la Juventus, la Roma o l'Atalanta. Però la prima impressione è quella di big che al cospetto dell'inizio di stagione non si sono fatte trovare impreparate. Anzi. Hanno tutte iniziato la Serie A col piede giusto, andando contro le premesse di un calcio d'agosto capace di regalare storie divertenti e flop sorprendenti quando i primi vagiti del campionato si concretizzano in stadi assolati.

La prima giornata, però, è scivolata via soprattutto tra le polemiche di chi, abbonato a DAZN, non è riuscito a vedere la partita. Non è una novità, non è il primo anno. Ma questa volta il disservizio ha fatto ancora più rumore anche perché cavalcato da politici in piena campagna elettorale. Dopo i problemi di trasmissione del week-end, la Lega Serie A ha paventato azioni legali. DAZN s'è scusato, ha spiegato che il disservizio è stato frutto delle troppe procedure di autenticazione in contemporanea e ha assicurato indennizzi. Può capitare, chi non opera non sbaglia, ma il problema è che non si tratta del primo anno e non si tratta delle prime scuse: DAZN è in Italia dal 2018 e dal 2021 trasmette la Serie A in esclusiva. E non è trascorsa stagione senza proteste, lamentele, indennizzi e via discorrendo...
Quindi, dopo un primo triennio in cui i problemi non erano mancati anche e soprattutto perché siamo un paese tecnologicamente arretrato, nel 2021 i presidenti di Serie A hanno pensato bene di vendere il prodotto in esclusiva a DAZN per racimolare qualche milione di euro in più. Senza pensare al contesto, a connessioni internet che non sono presenti in tutte le case e che, dove ci sono, spesso non sono in grado di supportare uno streaming. Senza, evidentemente, particolari garanzie sulla trasmissione visto che i problemi si ripetono e poi ripetono ancora. E senza, soprattutto, tener conto del fatto che l'obiettivo principale di chi di lavoro fa il presidente di Serie A dovrebbe essere quello di alimentare la fiamma dell'interesse verso un prodotto che nella scorsa stagione ha perso il 30% di spettatori.

Noi, invece, su quella fiamma continuiamo e gettarci secchi di acqua ghiacciata e in pieno stile italiano arraffiamo oggi tutto ciò che possiamo senza un minimo di prospettiva. Di lungimiranza. Tutti, a parole, fanno grandi rivoluzioni che poi restano solo nelle interviste. Perché poi nei fatti si decide che per dividersi 10 milioni di euro in più va anche bene giocare in 10 orari diversi, dal venerdì al lunedì, si decide che va anche bene se le partite si vedono con due minuti di ritardo e va anche bene annullare qualsiasi spazio tv per le serie minori. Oppure cancellare l'attesa proponendo calcio a qualsiasi ora e in qualsiasi giorno. Una continua abbuffata di un prodotto più o meno spettacolare che cancella il trepidio per l'attesa. E' così che si affievolisce il desiderio, è così che avanza la noia e le partite perdono appeal: è davvero così difficile da capire?