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Cognomi uguali, nomi complicati: guida (audio) all'onomastica coreana, incubo dei telecronistiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Imago/Image Sport
lunedì 28 novembre 2022, 10:12Qatar 2022
di Gaetano Mocciaro

Cognomi uguali, nomi complicati: guida (audio) all'onomastica coreana, incubo dei telecronisti

Dal 1986 a oggi, puntualmente a ogni Mondiale, c'è la Corea del Sud. E puntualmente scatta il dramma tra telecronisti, addetti ai lavori in generale ma anche tifosi. Da sempre i nomi coreani sono i più insidiosi: cognomi, quasi gli stessi; nomi, sempre diversi e nessuno che rimandi anche solo minimamente a qualche suono a noi familiare. Troverete sempre, a ogni edizione del torneo, più di un Kim, diversi Lee o Park. Cognomi combinati ad altre due sillabe che mettono in crisi chiunque non abbia familiarità con la lingua. Caso emblematico la partita d'esordio della selezione di Paulo Bento contro l'Uruguay, dove alla lettura delle formazioni il telecronista Rai si è imbattuto in una lunghissima sequenza di Kim (peraltro tutti in difesa) dall'effetto comico. Se qualcuno si fosse chiesto il perché 10 milioni di coreani si chiamano Kim, perché ogni nome è unico (non ci sono altri Min-Jae se non il difensore del Napoli) e in generale come funziona l'onomastica nel paese asiatico, ci viene in soccorso Anna, Alice e Fabrizio, tre amici innamorati del paese del “calmo mattino”. Hanno fondato un blog (coreanamente.it) che diffonde la cultura coreana ai lettori italiani e dove potete trovare ogni tipo di informazione. E che per Tuttomercatoweb hanno risposto alle nostre curiosità:

La diffusione dei cognomi coreani
Un detto popolare coreano dice che se si lancia una pietra da Namsam, una delle montagne nel cuore di Seoul, c’è il 50% di probabilità di colpire una persona che di cognome si chiama Kim, Park o Lee. Questo perché la Corea del sud ha circa 290 cognomi, che sono pochi rispetto a quelli di altri paesi. Secondo le statistiche, il 64% circa dei coreani ha per cognome uno dei dieci più diffusi del paese, con Kim naturalmente in testa: 10,69 milioni di persone in Corea del sud hanno questo cognome, che corrisponde a circa il 21,5% della popolazione. Circa un coreano su cinque quindi si chiama Kim di cognome. Seguono poi Lee e Park, con il 14,7% e l’8,4% rispettivamente.

Perché così pochi cognomi?
Questa poca varietà, che per i coreani è qualcosa di normale, mentre è considerata strana per tutto il resto del pianeta, ha origini lontane. La storia della Corea, fatto salvo per il secolo scorso tormentato da guerre e invasioni, è tradizionalmente pacifica. La Corea ha avuto davvero poche invasioni, intervallate da secoli di stabilità. Inoltre, le dinastie coreane sono durate a lungo, dai 500 ai 1.000 anni; quindi le aristocrazie regnanti sono rimaste le stesse per lunghissimi periodi, a differenza di molti altri paesi in cui, quando cade una dinastia, la successiva distrugge l’aristocrazia che l’ha preceduta, cognomi inclusi. E naturalmente, Kim, Lee e Park erano i cognomi delle dinastie reali principali.

Al contrario, ogni nome è unico
Per i nomi propri invece è tutta un’altra storia. Innanzitutto, ogni nome coreano di solito è costituito da tre sillabe: la prima è il cognome, la seconda e la terza il nome proprio. Il nome proprio, infatti, di solito contiene due sillabe o caratteri, considerati come un’unità singola: in Corea il secondo nome non è diffuso. Il nome proprio è un nome unico ed è l’identificativo personale di un individuo. È credenza diffusa per i coreani che il nome proprio sia una sorta di portafortuna; i genitori tendono quindi a scegliere per i propri figli nomi con significati beneauguranti, di prosperosità e con una connotazione positiva. I nomi vengono scelti a seconda della data e dell’ora di nascita, e alcuni coreani consultano persino sciamani o cartomanti per trovare il nome più fortunato per il proprio bambino o bambina. Molti nomi coreani simboleggiano i desideri dei genitori nei confronti dei propri figli, per esempio Cho significa bello, Young coraggioso e Geon forte. Non è invece tradizione tramandare lo stesso nome proprio di generazione in generazione, non ci sono nipoti con lo stesso nome dei nonni.

Come leggere il nome
Per convenzione in Corea viene prima il cognome e poi il nome proprio. Una donna coreana mantiene il proprio cognome, non prende quello del marito una volta sposata.

In che modo chiamare un coreano: per nome o cognome?
Dipende molto dall’età, che in Corea è fondamentale per le convenzioni sociali. Una delle domande più frequenti e che è del tutto lecito fare a un coreano/a fin dal primo incontro è l’età, per essere sicuri di riferirsi in modo socialmente appropriato secondo rigide convenzioni rispettate tutt’oggi. Quando si chiama un amico o un conoscente della stessa età o più giovane, si usa generalmente solo il nome proprio. I coreani usano quasi sempre il nome completo, cognome e nome proprio e i titoli del registro formale basati sull’età e sulla relazione sociale tra chi parla. I titoli si usano dopo il nome completo coreano, per esempio Ssi (che significa Signor/Signora) si mette alla fine del nome:Lee Jung Chal Ssi (Signor Lee). Non è corretto o comunque è poco comune usare solo il cognome per riferirsi a qualcuno, mentre con il registro informale si può usare il nome proprio seguito dall’appellativo, per esempio Jung Chal Ssi. I titoli più comuni sono ssi e nim, entrambi di genere neutro e traducibili con signor/signora. Ssi è leggermente più informale, si usa con persone della stessa età o status sociale, mentre nim è più formale e usato per mostrare rispetto ed è un modo educato per chiamare qualcuno in un contesto lavorativo. È anche comune usare come titolo la professione (il Professor Cho: Cho Kyosu Nim).

Ci sono contaminazioni nei cognomi? Un nome straniero viene "coreanizzato"?
I cognomi di origine straniera rimangono tali, non è necessaria una “coreanizzazione”, anche se sì può essere necessaria una traslitterazione nell’alfabeto coreano in certi contesti. Ferrari, ad esempio, in coreano si scrive 페라리.

K-Pop, serie tv e film stanno incidendo sulla popolarità della cultura coreana in Italia
L’interesse per la Corea del Sud in Italia è in crescita costante, e le persone che scelgono di imparare questa lingua non semplice per poter apprezzare meglio i propri K-Drama preferiti in lingua originale o le canzoni degli idoli K-Pop sono sempre di più. Spesso poi ci si accosta alla Corea del Sud per musica e cinema, e si resta affascinati da una cultura ricca e variegata, dai forti tratti nazionali unici. Il kimchi per esempio, è un alimento unico proprio di questo paese, che non ha corrispettivi in nessun altra parte del mondo.

In allegato (cliccate sulla foto sotto) trovate la pronuncia corretta dei nomi realizzata da Fabrizio Ferrari, chef italiano trasferitosi da alcuni anni a Seoul, dove insegna cucina all’Università di Sejong. Fabrizio, tra i fondatori del blog Coreanamente, ha anche un proprio canale Youtube ItalyFabri, in cui parla di cucina tra l’Italia e la Corea.

Abbiamo scelto un undici tipo, così composto:
La lista dei giocatori è la seguente:
Kim Seung-Gyu
Kim Min-Jae
Kim Young-Gwon
Kim Jin-Su
Kim Tae-Hwan
Kwon Chang-Hoon
Son Heung-Min
Jung Woo Young
Hwang In Beom
Hwang Hee-Chan
Hwang Ui-Jo