Ottavio Bianchi: "McTominay avrebbe giocato anche nel mio Napoli. Con l'Inter gara da Premier"
"Mi sono divertito, Inter-Napoli mi è piaciuta. Partita intensa e corretta. Magari i due allenatori non saranno del tutto soddisfatti, sono molto esigenti. Ma da osservatore esterno è stato un bello spettacolo, con un buon ritmo, simile alle partite inglesi". Così Ottavio Bianchi, allenatore del primo scudetto degli azzurri e doppio ex di Inter e Napoli, ospite di Radio Anch'io Sport, sul big-match scudetto di ieri sera a San Siro, finito in parità.
Rimpianto Inter? "Farsi raggiungere così, per due volte, non fa piacere. Però di fronte avevano una squadra ben organizzata, il Napoli si è comportato proprio da grande squadra. Recuperare due volte a San Siro in quella maniera non è da tutti. McTominay? Da tempo non si vedeva un giocatore così. Una volta a Coverciano si diceva giocatore universale: riesce a interpretare la partita in fase difensiva, in mezzo al campo e anche in fase realizzativa. Avrebbe giocato anche nel mio Napoli di Maradona: un giocatore così gioca da tutte le parti".
La sfuriata di Conte: "La nostra educazione era diversa, ma bisogna anche accettare certi momenti. L'allenatore in panchina si sente solo. Anche se mi comportavo in maniera completamente diversa, certi atteggiamenti sono giustificabili. Poi dipende dal temperamento di ognuno".
Capitolo Roma, parla così Ottavio Bianchi: "Gasperini sta facendo come al solito molto bene, in una piazza difficile, con difficoltà di organico. Sta facendo bene come ha fatto in tanti anni a Bergamo: è un allenatore di grande esperienza e capacità. Gli attaccanti buoni, però, a gennaio non se ne trovano: magari trovi alcuni che non vanno d'accordo con l'allenatore o che non hanno giocato molto. Ma al giorno d'oggi i giocatori contano poco, sono i procuratori che contano".
No allo stage per la Nazionale in vista dei playoff: "Non ci lamentiamo poi se i risultati sono quelli che sono. Già due volte di fila non siamo andati ai Mondiali, non vorrei che fosse la terza. Sarebbe una roba gravissima da mandare a casa tutti. Ci sono alcune squadre con dieci stranieri e un italiano. Bisogna avere il buonsenso di creare dei giocatori all'interno, con la possibilità di migliorare i vivai. Se poi non andiamo ai Mondiali, non possiamo parlare di scandalo. Sono pochissimi gli italiani che giocano nella prima fascia del campionato italiano o stranieri".
Il Como tutto straniero: "Mi fa piacere per Como, lì mi sono tolto belle soddisfazioni ma all'opposto, con tutti giocatori italiani che non avevano mai giocato in Serie A e poi hanno fatto carriera eccezionale come Fusi, Centi, Tempestilli, Bruno, Giuliani. Como completamente diverso, adesso è una multinazionale e la prendiamo per quella che è. Fabregas mi sembra molto bravo, è stato anche un grande giocatore. Il Como è una squadra internazionale. Al di là della simpatia che ho per il Como ma non mi piace molto. Se trovo una squadra con molti italiani, la guardo volentieri. Altrimenti, se devo vedere gli stranieri, mi guardo la Premier e la Liga con i migliori giocatori al mondo".
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