Roma – Juve la partita. Malen il 9 che manca alla Juve. Il graffio di Gatti. Spalletti fa la differenza
Come tutte le settimane torna la rubrica del direttore di Tmwradio Marco Piccari, che analizza i temi principali della 27ª giornata di serie A
Due di Cuori
Roma–Juve: una partita che ha rispettato le attese. La prima cosa da evidenziare è stata la notevole intensità messa in mostra dalle squadre fin dalle prime battute. Un confronto senza un domani: zero calcoli e tanto coraggio. La Roma è stata subito pericolosa con Pellegrini, ma la Juve ha risposto prendendo il campo con pressing e inserimenti. Nei giallorossi il pericolo costante è stato Malen, l’unico vero attaccante in campo. La Juve ha giocato dimenticandosi dei tempi supplementari di Champions, mentre la Roma ha accettato la battaglia con la grande lucidità tipica delle squadre che credono in ciò che fanno. A 5’ dalla fine del primo tempo è stata la squadra giallorossa a colpire con un affresco dipinto da Wesley. Voto 9: arte pura. La palla calciata dall’esterno giallorosso si è incastrata in porta; Perin, poco reattivo, si è fatto beffare. La risposta della Juve è arrivata a inizio ripresa. Conceição, con un sonetto balistico, ha riportato il match in parità. Capolavoro! Neanche il tempo di esultare e la Roma ha messo la freccia, compiendo il sorpasso con l’incursione in area di Ndicka, che ha firmato il 2-1.
Una partita vibrante che sembrava finita quando Malen, lanciato in fuga verso la vittoria, ha realizzato il 3-1. A quel punto sembravano scorrere i titoli di coda, ma la Juve non ha mollato: Boga ha accorciato le distanze e poi, nel finale, è arrivato anche il graffio di Gatti per il 3-3. Le mosse di Spalletti hanno regalato un pareggio importante alla Juve. Alla fine il cuore lo hanno conquistato entrambe le squadre, per aver dato vita a una partita completa. Intensità, qualità, gioco, errori, mosse e coraggio: non è mancato nulla. Il calcio che piace.
Due di Picche
Il finale della Roma non ha convinto fino in fondo. Gli errori della migliore difesa del campionato sulle palle inattive — nona rete incassata in questa situazione — hanno pesato, così come la poca reattività di Gasperini. Una Roma che aveva il controllo della partita si è smarrita proprio sul traguardo, tra leggerezze nella gestione da parte del tecnico e della squadra. Ancora una volta i giallorossi non hanno portato a casa un big match: una consuetudine in questo campionato che merita una riflessione per il futuro. Nella Juve, anche stasera, è emerso il grande difetto di questa stagione. Spalletti e i bianconeri giocano senza un centravanti: una mancanza chiara ed evidente, mai colmata. Un aiuto mancato al tecnico che va addebitato alla società. Nonostante tutto, mister Spalletti con il suo lavoro sta mantenendo la squadra in corsa e, anche stasera, le sue mosse hanno fatto la differenza.
Jolly
Il jolly lo ha calato la Roma con Malen. L’olandese, al 66’, è andato a colpire: entrato in area con un tocco delicato, ha saltato Perin e siglato il 3-1. L’uomo della differenza: attaccante vero. Nel finale il jolly lo ha pescato anche la Juve con Gatti. Il difensore, buttato nella mischia da Spalletti, ha colpito con un graffio profondo. Vispo.
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