L'ex arbitro Lo Bello: "Van Basten protestò, Rijkaard mi sputò. Con Maradona zero problemi"
Rosario Lo Bello, ex arbitro internazionale e figlio dello storico direttore di gara Concetto, torna su uno degli episodi più discussi della sua carriera: il celebre Verona-Milan della stagione 1989-90, partita che fece infuriare il mondo rossonero e che risultò decisiva nella corsa scudetto poi vinta dal Napoli. Intervistato da La Stampa, l’ex fischietto oggi ottantenne respinge con decisione le accuse di aver perso il controllo di quella gara.
“Perché la definisce la mia partita più brutta? – ha replicato – Sacchi fu espulso insieme a tre giocatori, ma mi chiedo cosa avreste fatto voi al posto mio. Van Basten si tolse la maglia e la gettò a terra per protestare, Rijkaard mi insultò e mi sputò, Costacurta disse al guardalinee che eravamo disonesti. Non potevo fare finta di niente”.
Lo Bello ha poi ricordato il rapporto con i grandi campioni dell’epoca, a partire da Diego Armando Maradona: “Con lui non c’erano problemi, era perfetto anche nel comportamento. Chiedeva spiegazioni con rispetto, se non era convinto scuoteva la testa e basta. In Napoli-Verona dell’85 segnò da centrocampo il gol più bello della Serie A, conservo ancora quel pallone autografato”.
Diverso il carattere di Platini, ma sempre nel segno della classe: “Fuoriclasse assoluto, anche se a volte non eravamo d’accordo. In quei casi applicavo la regola 18”. E Lo Bello spiega: “Il calcio ha 17 regole, ma ce n’è una in più, quella del buon senso. Senza cambiare il regolamento, ma usando equilibrio. Con Baresi, per esempio, valeva quella: il braccio alzato per il fuorigioco lo faceva lui, non tutti”.
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