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Spalletti parla dell'Italia, Gasp e Allegri del ruolo di ct. Chivu difende Bastoni: le top news delle 18TUTTO mercato WEB
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Oggi alle 18:00Serie A
di Alessio Del Lungo

Spalletti parla dell'Italia, Gasp e Allegri del ruolo di ct. Chivu difende Bastoni: le top news delle 18

Nelle scorse settimane un fondo ha bussato alla porta di Urbano Cairo per la cessione del Torino. C'è stata una fase di studio dei conti per capire la fattibilità e una eventuale valutazione, anche se la richiesta del presidente granata è intorno ai 200 milioni di euro, una cifra abbastanza simile a quella chiesta nel 2023 a un gruppo statunitense (notizia che potete trovare QUI). La possibilità di trattare già di per sé è un'apertura, poi bisognerà capire se l'idea è quella davvero di cedere il club. Nella cordata c'è anche Marco Fassone, una figura di calcio che poi potrebbe anche entrare in dirigenza - con un ruolo operativo - qualora si dovesse trovare un accordo fra le parti e concludere la trattativa. Nei giorni scorsi è stata svelata la presenza di un dossier circolante presso la Bank of America, advisor importante per questo tipo di operazioni. Nelle prossime settimane incomincerà la trattativa vera e propria. Alessandro Bastoni non poteva non essere un tema della conferenza stampa della vigilia di Cristian Chivu prima di Inter-Roma. Il tecnico nerazzurro ha risposto così alla prima delle tante domande su di lui: "Ho parlato prima di qualità umane e valori, il gruppo ha imparato dal passato, conta quello che siamo noi oggi. Ci siamo rimboccati le maniche, parlo anche di Bastoni che ho lasciato con le stampelle e poi l'ho visto in Nazionale. I giocatori accettano ogni critica, c'è scarsa riconoscenza nel mondo del calcio. Lui lo ha fatto e anche gli altri ci mettono la faccia". Nella sua conferenza stampa di vigilia della sfida contro l'Inter, il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha risposto anche a una domanda sulla crisi del calcio italiano e sul come si possa fare per risollevarlo: "Sicuramente, visto che ormai sono tante volte, tre volte di fila che non andiamo ai Mondiali, non esiste un problema unico, qualcosa che possa risolvere così di colpo tutta la situazione. Il problema non si risolve cambiando il presidente o l'allenatore, è sicuramente un problema più strutturale che va affrontato probabilmente da parte di tutti, anche dai media, per cercare di ricreare un sistema che sia convincente e che possa produrre calciatori e nazionali adeguate a quello che è anche l'entusiasmo, il seguito che c'è nel calcio in tutto il Paese. Quindi andrà sicuramente affrontato in modo più globale, anche perché è un aspetto sociale, non solamente uno sport. Quindi non è una difficoltà momentanea di un ciclo, è qualcosa di più strutturale. Dubito che all'improvviso si sia disimparato a giocare a calcio in Italia, oppure che abbiamo perso tutta la nostra storia. Abbiamo avuto un passato pazzesco, adesso...". Il tecnico del Milan, Massimiliano Allegri, nella sua conferenza stampa di presentazione della gara contro il Napoli in programma per lunedì sera, ha parlato anche della Nazionale italiana, dopo la mancata qualificazione al Mondiale, per la terza volta consecutiva: "Ci sono gli organi di competenza che in questo momento si dovrebbero riunire avendo un unico obiettivo: esaminare le regole dall'attività di base fino alla prima squadra. Si devono prendere il tempo necessario per fare un programma e soprattutto bisogna avere idee per arrivare nel migliore dei modi al Mondiale del 2030. I giocatori buoni in Italia ce li abbiamo, il futuro della nazionale italiana sarà un buon futuro. Io ct? Ho iniziato un lavoro con il Milan l'anno scorso e dobbiamo essere concentrati sull'obiettivo di arrivare in Champions. Per quel che riguarda la Nazionale non è un discorso di ct o presidente, bisogna fare un ragionamento molto più grande". Il centrocampista del Milan, Ruben Loftus-Cheek, ha parlato ai microfoni di SportMediaset, soffermandosi a commentare anche il proprio futuro: "Ho un contratto sino a fine 2027" - le sue parole riportate da MilanNews - ", credo che in estate ne parleremo con la società. Io amo il Milan e Milano, ora comunque sono concentrato sul finale di stagione". Cosa ne pensa della crisi del calcio italiano? Questa è una delle domande che viene posta un po' a tutti gli allenatori di Serie A che oggi si sono presentati in conferenza stampa ed Eusebio Di Francesco non ha fatto eccezione. Il tecnico del Lecce non si è sottratto e ha risposto così: "È un discorso molto ampio, ho sentito parlare tanti, sentendo cose anche che non condivido. Ora però ho altri pensieri rispetto alla Nazionale. Sul calcio italiano, dobbiamo spingere sull'avere maggiore coraggio. Ai miei calciatori dico di non buttare la palla. Dobbiamo essere bravi a impattare in certe partite, credo che in Europa le squadre non manchino in fisicità, anche i giocatori abili nell'uno contro uno hanno forza nelle gambe. Condivido il concetto di mettere giocatori che desiderano l'uno contro uno, ma il coraggio deve partire dal sistema, altrimenti alle prime difficoltà tarpiamo le ali ai giocatori che provano l'uno contro uno. Come facciamo a osare se siamo i primi che denunciano chi cerca il duello uno contro uno? Sento dire tante cose, molte non le condivido, il calcio italiano ha dimostrato di avere qualità. Ci vuole anche un po' di fame in più da parte dei giovani che vogliono arrivare". Luciano Spalletti, allenatore della Juventus, è intervenuto in conferenza stampa, parlando così della Nazionale di cui è stato ct fino a poco fa: "Io riconosco e so quanto amore e quanta passione ci hanno messo per far bene il loro lavoro. Da un punto di vista mia c’è il dispiacere di quello che è successo. Mi fa piacere aggiungere che in un momento come questo qui è bene fare delle riflessioni corrette in un momento in cui tutti danno consigli di ogni genere, ragionare a mente fredda e programmare in maniera corretta e giusta. Magari da domani penseremo tutti a fare risultati per la nostra squadra perché la Nazionale la lasceremo da una parte, ma è giusto chiedersi se al di là della nostra fede ci interessa davvero valorizzare i calciatori italiani. Ci sono considerazioni da fare. In Italia ci sono molte proprietà straniere e ci fa piacere che vengano a investire nel nostro calcio: ma se gli si chiede di avere cura dei talenti italiani per fare una Nazionale più forte, è corretto che loro facciano ragionamenti diversi. O c’è un sentimento spontaneo per la Nazionale e si ragiona in questa maniera qui, oppure bisogna che ce lo impongano delle regole. Se non viene come in altre Nazioni, da cui prendere il meglio, lì c’è un sentimento diverso per quanto successo negli ultimi anni. Il mio ragionamento è: poi ci sarà da decidere bene e fare una programmazione corretta, come han fatto quelli fino ad ora. Ci sarà da approfondire visti i risultati. Sono convinto che tra le nostre mamme ce ne siano ancora come quelle di Baggio, Totti o Del Piero… voglio pensare questo, bisogna saper usare quello che producono queste mamme che ci mettono a disposizione i talenti. E se non siamo in grado ce lo devono imporre". Daniele De Rossi, allenatore del Genoa, è intervenuto in conferenza stampa a due giorni dalla partita contro la Juventus, rispondendo così a una domanda se fosse già arrivata una chiamata dalla FIGC per fargli fare il commissario tecnico: "Non mi aspettavo questa domanda, pensavo volessi un programma del calcio italiano (ride ndr). Mi ero preparato per non rispondere. Credo che si stia un po’ parlando troppo e chiunque: dall’ex giocatore ai giornalisti, al macellaio e al pizzicagnolo. Mi preoccupo della salvezza del Genoa e credo che aggiungere parole su parole a tutto questo minestrone di chiacchiere non sia così importante. Rimango con il dispiacere di aver visto tanti miei amici distrutti e tanti giocatori che ho allevato come compagni di squadra. Rimango con questo dispiacere e non mi metto a fare tante chiacchiere". "Chi porterà l'Italia al Mondiale sarà il salvatore della patria". Vincenzo Italiano, tecnico del Bologna, intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Cremonese, ha dribblato la domanda che gli è stata posta sulla possibilità che accetti l'incarico di ct qualora gli venisse chiesto: "Sarà un lavoro arduo e difficile, ma ci sarà il momento in cui l'Italia tornerà a disputare questa competizione. L'ha vinta 4 volte e con il parco calciatori che ha non può non presentarsi al Mondiale. Abbiamo troppa impazienza e smania di arrivare al risultato e questo genera sconfitte immeritate. impazienza in tutto: nella crescita dei giovani, nel non aspettare il compimento di un progetto, nell'essere troppo dipendenti dai risultati. Fa parte della nostra cultura, ma andrebbe cambiata". Il Sassuolo ha battuto 2-1 il Cagliari in rimonta grazie ai gol di Garcia e Pinamonti, che hanno ribaltato la rete di Esposito su rigore.