Piantanida: "In Italia non si accetta più il rischio di perdere"
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Ospite di Maracanà, nel pomeriggio di TMW Radio, è stato il giornalista Franco Piantanida.
Napoli-Milan, lo spettacolo è decisamente mancato:
"Partita terribile, possiamo dirlo. Non mi aspettavo niente, perché quando ha questi attaccanti in campo la sfida, soprattutto Nkunku, Fullkrug e Giovane...Non che gli attaccanti facciano tutto lo spettacolo, ma come bellezza estetica male. Dopo un primo tempo in quel modo, le prospettive erano comunque quelle. Difendo spesso la Serie A, ma stavolta proprio no".
Come si spiega il calo del calcio italiano?
"Ho sentito Fabregas dire che questa settimana aveva i giocatori fuori per le Nazionali, per giustificare il risultato. Poi magari è colpa nostra che lo influenziamo. Detto questo, la vera bolla in cui è finito il calcio italiano è l'accettazione del rischio, che entra nella testa in primis. Con questa squadra dove andavamo al Mondiale? Negli ultimi 16 ani abbiamo vinto un Europeo per caso, per il resto figure ridicole in giro. Oggi il calcio italiano, a qualsiasi livello, non si accetta più il rischio. La paura di perdere è tutto. Il Barcellona l'altra sera si sarebbe chiuso dietro per blindare LaLiga, poi l'ha vinta. Lì non c'è il rischio di perdere. Il vero problema delle eliminazioni le hanno avute i ct dell'Italia. Hanno sbagliato. Gattuso ha fatto errori giganteschi. Poi ci sono problemi strutturali, ma gli allenatori hanno fatto errori giganteschi".
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