Mario Gila a 360° al Festival di Trento: "Europa League? Fra le 4 favorite, con la Juve"
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Daniele Najjar
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Oggi alle 19:00Serie A
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03.10.2026 19:00Serie A
Nella città di Trento è in corso il Festival dello Sport, edizione 2026. Intervistato da Alessandra Gozzini, ha parlato dal palco del Teatro Sociale della città il difensore del Milan ed ex Lazio, Mario Gila. Ecco di seguito le sue dichiarazioni raccolte da TuttoMercatoWeb.com.
Il Milan ha preso Goncalo Ramos, Moreira e Gila.
"Sono contento di essere qua, è vero che abbiamo fatto un mercato importante a livello economico. Prendendo giocatori importanti, cerco di aiutare la squadra in ogni momento. Sicuramente è un buon inizio di stagione aver preso questi giocatori per far tornare il Milan. Magari non per quello che è stato nella storia, che è un livello molto importante, ma per crescere sì".
È vero che Napoli e Atalanta ti volevano, o anche l'Inter?
"Sì, c'erano diverse squadre. Ho scelto il Milan, quando ti chiama una squadra così, con una storia tanto importante, non si può dire di no. Aiutare il Milan a tornare grande è un qualcosa che non trovi da altre parti".
Anche l'Inter ti ha cercato?
"Sì".
Il motivo della tua scelte?
"Negli ultimi anni il Milan non è stat ad un livello simile ad Inter o Napoli magari. Ma aiutare una squadra a tornare a vincere qualcosa la soddisfazione è più bella ancora. Una cosa importante per la mia scelta".
Amorim?
"Allenatore molto moderno, ci trasmette grinta e passione, siamo all'inizio di un progetto e serve tempo. I risultati arriveranno e saranno molto positivi".
Qual è il livello attuale del Milan?
"Quello in cui siamo, Europa League, anche se siamo stati tutto l'anno in zona Champions. Alla fine però per un motivo o per un altro non sei arrivato fra le prime quattro, questa è la realtà. L'obiettivo principale è tornare in Champions. Con l'ambizione di tornare a lottare per lo scudetto".
Il motivo dei risultati altalenanti in questo inizio di stagione?
Abbiamo iniziato molto bene, poi arrivano partite più difficili, abbiamo pareggiato con Juve e Lazio, i risultati non sono così negativi, ma sei al Milan, un club dove devi vincere sempre. Sono fattori che si spiegano perché siamo all'inizio di un progetto, il calcio è così, abbiamo l'intenzione di giocare un bel calcio, abbiamo perso con il Benfica ma poi abbiamo fatto una bella partita con il Lecce. I risulati arriveranno".
Quando sei uscito tu o sei rimasto fuori, sono arrivati più gol subiti.
"Non sono così determinante, cerco di aiutare la squadra. Faccio delle belle partite e posso aiutare i compagni, ma nessuno è così determinante a meno che non siano giocatori da Pallone d'Oro".
Amorim ti ha provato più come terzino in una difesa a 4: con questa nuova formula può aver trovato una quadra?
"Bisogna vedere, bisogna anche adattarsi alle squadre che affronti. Una posizione che mi stimola, a volte si ha bisogno di stimoli, provare nuove posizioni ti fa imparare nuove cose. Mi piace per il fatto che miglioro e che vado anche di più in attacco".
Su Goncalo Ramos?
"Sappiamo che dobbiamo servirlo. Sta facendo benissimo col Portogallo. Come squadra dobbiamo migliorare, sappiamo che è una figura importante là davanti. Non ha segnato chissà quanti gol ma dipende dal contesto in cui si trova. Dobbiamo lavorare tanto come squadra per metterlo nelle migliori condizioni".
Sergio Ramos il tuo punto di riferimento? Altri?
"Lui sì, è stato il mio idolo da piccolo. Nella fase di 17-18 anni ho visto un giocatore che ha vinto tutto spingendo il Real Madrid con carisma e forza. Parlando del Milan la persona cui mi sono ispirato di più è stato Nesta. Potrei dire anche Maldini, ma Nesta come me è anche passato dalla Lazio al Milan, poi ci sono anche Costacurta e tanti altri, puoi dirne uno qualsiasi che erano tutti forti".
Con Pavlovic e De Winter o Gabbia che rapporto hai?
"Mi sento molto bene con loro e con la squadra. Non me lo aspettavo perché mi trovo troppo bene. Sono tutti ragazzi alla mano che ti fanno sentire subito bene".
Su Modric: sei dovuto venire al Milan per giocare con lui.
"Sono stato 3-4 mesi con la prima squadra al Real Madrid e Carlo Ancelotti mi ha fatto esordire. Non sono stato in campo con lui, ma negli allenamenti era pazzesco. Gli ricordo spesso una cosa: io andavo ad allenarmi come ragazzo della Primavera, ma andavo cattivo, ero 'ignorante', non pensavo al fatto che non dovessi rischiare di fare male. Una volta feci un paio di entrate dure su Rodrigo. E Modric disse ad Ancelotti: 'È sempre lo stesso, Carlo'. E il mister venne da me a dirmi: 'Guarda che Modric sta dicendo che entri duro...'. Allora oggi ridiamo di questo. Ha vinto sei Champions, ma è tranquillo e da lui impari tanto".
Il Barcellona perché si è fatto scappare Gila? E poi il Real ha fatto lo stesso errore?
"Sinceramente in quel periodo ero un ragazzino... così così. Ero bravo a scuola, però facevo un pochino di casino. Mi sono sentito calciatore quando sono andato all'Espanyol, poi al Real Madrid. Il Barcellona si è presentato, ma non era deciso, il Real Madrid lo è stato. Sarei stato vicino a casa andando al Barcellona, ma lo stesso per me era impossibile dire di no al Real Madrid. Poi sono andato alla Lazio e poi mi sono ritrovato qua al Milan".
Sarri?
"Mi ha insegnato tanto, ma all'inizio è stata dura e lui lo sa. MI ha dato l'opportunità e io per qualche partita non l'ho sfruttata. Così per un po' di tempo sono stato senza giocare. Ma abbiamo lavorato su tante cose tattiche e di gioco. Lui è una persona incredibile, incredibile davvero, una grande persona. Dentro al campo è cazzuto, tosto, duro".
Differenze fra Sarri e Amorim?
"Lui è molto più tattico, ordinato. Ad Amorim piace più andare in avanti, essere aggressivo, non hai tutto questo controllo della partita magari. Due esperienze diverse e che ti danno tanto".
Come fa la Spagna a fare a meno di te?
"Sono contento di ciò che sto facendo, sicuramente devo fare di più per guadagnarmi la chiamata che vorrei arrivasse non tanto per l'infortunio di qualcuno, ma per scelta del ct. Uno degli obiettivi più importanti che ho in testa, giocare per la tua nazionale è un orgoglio".
Obiettivi con il Milan? Un posto in Champions quanto è realizzabile?
"Il discorso di entrare in Champions lo vedo molto fattibile. La squadra c'è anche se siamo all'inizio di un progetto. Un obiettivo raggiungibile quasi realizzato l'anno scorso".
Sulle concorrenti: Inter e Roma sono avanti oggi?
"Normale, è la verità. L'Inter adesso è più forte, viene da un progetto forte con Inzaghi preso in mano con Chivu, la Roma è al secondo anno con Gasperini, normale che siano più avanti di te. Vorrei vedere questo Milan dopo 5 anni. Il Como è forte, sta facendo bene con Cesc. Lotterà, così come il Napoli, la Juventus, la Lazio, l'Atalanta. Bellissimo campionato, ci sono 7-8 squadre che stanno lì, come il Bologna è andato in Europa gli anni scorsi".
L'Europa League è un obiettivo concreto per il Milan?
"Sì, penso di sì. La prima partita con il Benfica non è stata bella. Abbiamo affrontato una squadra molto forte, di altissimo livello. Ma so che possiamo fare un bellissimo torneo in Europa League. L'Europa League è uno degli obiettivi più importanti della stagione".
Quali sono le rivali per la vittoria in Europa League?
"In Europa League il Milan è fra le prime 4 favorite insieme a Juventus, Benfica e Bournemouth. In una competizione così poi succedono tante cose. Quella con il Benfica per me poteva essere tranquillamente una semifinale".
Se Milan-Benfica poteva essere una semfinale potenziale, una potenziale finale potrebbe essere quella con la Juve?
"Potrebbe essere sì, ma sarebbe fin troppo bello con due italiane. Allora facciamo Milan-Bournemouth".
Gli incontri continui con Cardinale?
"Lo avevo sentito prima di iniziare al Milan, subito dopo la firma. Non sapevo non fosse stato molto vicino negli ultimi anni, ma da quello che ho visto quest'anno ha intenzione di stare davvero molto vicino. Ascolta anche molto i giocatori per capire come aiutare la squadra. Vuole capire come funziona lo spogliatoio, ascolta molto gente come Modric, Gabbia o Maignan. Non è invadente, non entra in spogliatoio, chiede molto per capire in cosa può aiutare dando quel plus. Molto importante per noi: da giocatore se senti così vicino il presidente hai una spinta in più".
Ti senti leader?
"Non mi considero un leader di questa squadra, penso più a gente come Maignan o Gabbia. Poi anche Luka, che è più silenzioso, ma lo metto sicuramente fra i leader. Luka non si mette a urlare, ma la sua parola è Bibbia. C'è anche Pulisic, che è più fra i leader 'di campo'".
Quelli che urlano sono Gabbia e Maignan? Cosa ti piace di loro?
"Sì. Gabbia lavora come un matto. È dovuto andare via dalla sua squadra del cuore per andare in Spagna. Mi rivedo in lui perché entrambi siamo migliorati nelle difficoltà. Maignan per la sua presenza, comanda come leader, averlo come portiere è importante per un difensore".
Camarda?
"Camarda è molto simpatico, anche Bartesaghi e Gabbia, noi quattro ci divertiamo. Camarda lo vedo come il ragazzo che ero io. Potenzialità? Tantissima. Non è facile al Milan, bisogna avere pazienza. Come giocatore è un pezzo importante che può dare tantissimo, è giovanissimo, si deve ancora fare, ha una potenzialità grandissima. Lo conosco da tre mesi, ma mi prendo cura di lui".
Può essere importante?
"Beh, Camarda si deve sentire importante. Ci può aiutare tantissimo, con la fiducia giusta si può fare quest'anno. Starà a lui dimostrarlo".
Yamal merita il Pallone d'Oro?
"Sì, lui è davvero molto forte. Può aiutare tanto la Spagna, è giovanissimo. È una follia che sia così forte. Gioca per divertirsi, questo lo aiuta ad essere molto costante".
Dalla platea urlano: "Portalo al Milan!"
"Magari! Ne parlerò con Cardinale (ride, n.d.r.).
Solo due gol con la Lazio...
"Un gol ogni tanto ci starebbe, magari come terzino posso farne qualcuno in più. Mi piacerebbe comunque fare qualche gol in più. Non sono arrivati fino ad ora, la percentuale è minima".
Su Baresi: chi era per te?
"Lo conoscevo come giocatore, ma non essendo in Italia ti rimangono più impressi i giocatori spagnoli e per quello ho nominato Sergio Ramos come idolo. Però quando è venuto a mancare mi ha sorpreso tantissimo come tutto il mondo Milan fosse commosso in maniera incredibile. Non solo chi lo ha vissuto, ma anche i giocatori, fino al punto che arrivi anche tu a sentire la sua importanza. Molto bello quando abbiamo giocato la prima in casa contro il Venezia, vorrei avere anche solo una parte di lui dentro di me".
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