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Il Napoli di Allegri visto dal match analyst Galardo: "Fatica a giocare tra le linee"

autore
Dimitri Conti
Oggi alle 14:52Serie A
autore Dimitri Conti
02.11.2026 14:52Serie A
www.imagephotoagency.it
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L'emittente specializzata Radio Tutto Napoli ha intervistato nelle scorse ore Francesco Galardo, match analyst che ha dato la sua fotografia a proposito delle difficoltà tattiche che sta vivendo il Napoli di Allegri: "Quello che mi è saltato di più all'occhio è che veramente il Napoli fa fatica a giocare tra le linee. Ci sono pochissimi spazi occupati in quelle zone di campo, poca verticalità intesa come collegamenti proprio tra le linee avversarie. L'unica verticalità che ha conosciuto il Napoli nel secondo tempo di ieri è stata il lancio lungo". E poi aggiunge: "Quello che mi ha fatto più dispiacere è che ogni volta che si recuperava palla non si provava mai ad accelerare, ma sempre controlli orientati verso la difesa. Ritorniamo indietro, consolidiamo il possesso, possesso lento, non si trovano sbocchi e si va al lancio lungo. Questo è stato il motivo di tutta la partita del Napoli. Ci possono essere gli infortuni, ci può essere qualsiasi attenuante del caso, però io dico che ci sono squadre molto meno attrezzate del Napoli che sviluppano la manovra in una maniera molto più convincente, molto più verticale e dinamica". Come ha fatto la Juve a dominare il secondo tempo, nonostante il cambio di Gatti per McKennie? "La mossa è stata a sorpresa e apparentemente difensiva. Però il Napoli non l'ha saputa sfruttare, anzi, probabilmente l'avrà presa come un segnale inverso, nel senso che ha favorito il tirare i remi in barca da parte: da lì gli azzurri non sono più usciti a livello di gioco. Nel secondo tempo Zhegrova è entrato e ha fatto molto bene, quindi lì si è iniziata anche a sgretolare tutta la struttura difensiva del Napoli e a quel punto non c'è stato più niente da fare. Poi ovviamente anche la mossa di lasciare Marianucci in campo, già ammonito, sulla fascia di Alajbegovic, che dal primo minuto si vedeva che era in una serata abbastanza positiva, è stata la ciliegina sulla torta". Quanto incide la tattica senza approccio mentale e condizione fisica? "Sono tutti aspetti che devono essere controbilanciati l'uno con l'altro, quindi sono strettamente legati. Se uno viene meno, vengono meno inevitabilmente anche gli altri. È chiaro che con una buona struttura tattica, anche quando il fisico cala, potresti provare a cavartela. Però lì non è solo il fisico che è calato, ma anche la testa". Allegri quante responsabilità ha? "Dal mio punto di vista le colpe sono condivise con tanti ambiti della società, però dopo dieci giornate hai fatto quattordici punti. Io dopo dieci giornate inizio a inquadrare una squadra. Mi sono più volte ripromesso che non volevo guardare la classifica in queste settimane, però…". L'intervista integrale nel podcast

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