Antonio Conte a 360°. Dal Chelsea al Napoli fino al futuro: "Ecco in quale club vorrei andare"
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Simone Bernabei
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Oggi alle 13:03Serie A
autore Simone Bernabei
05.10.2026 13:03Serie A
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Antonio Conte era a Londra, nei giorni scorsi. E dalla capitale inglese ha parlato con The Athletic, in una intervista in cui ha spiegato il suo metodo di lavoro, la sua filosofia e ripercorso le tappe significative della sua carriera. Con uno sguardo anche sul futuro: "Sai che ho una medaglia d'argento del Mondiale? Il Brasile vinse la finale nel '94 e tu ricordi quello, non che l'Italia perse ai rigori. Un'Italia in cui c'erano Roberto Baggio e Franco Baresi, avessimo vinto saremmo stati ricordati. A Euro2000 perdemmo la finale contro la Francia al golden gol. Chi lo ricorda? Non ricordi mai i secondi. Alla Juventus ho vinto una Champions League ai rigori contro l'Ajax, ma ho anche perso altre 3 finali. Ecco perché quando parlo ai miei giocatori metto dentro una grinta agonistica fortissima e cerco di trasmettergliela. Ho vinto tanto, ma ho perso anche molto. Se perdi una finale del Mondiale o della Champions League puoi pensare che ci sarà una prossima volta, ma non sempre è così. Questo perché il duro lavoro è importante: vincere non è semplice, comporta fatica. Qualcuno crede che il successo possa piovere dal cielo".
Il successo al Chelsea al primo anno, con la Premier League che aveva allenatori come Guardiola, Mourinho e Klopp?
"Abbiamo vinto da sfavoriti. Non avevamo fatto grandi acquisti, solo David Luiz, Marcos Alonso e Kante. Il club mi chiese 10 volte se ero sicuro su di lui. Non era il tipico giocatore da Chelsea: alto e bello. Era il tipo di ragazzo che quando lo vedevi era semplicemente… Anche io quando l'ho visto la prima volta ho avuto qualche dubbio sulla sua fisicità (ride, ndr), ma ero convinto che fosse di alto livello".
L'arrivo al Tottenham a metà stagione?
"Sono andato al Tottenham con l'ambizione di cambiare le cose. In parte anche perché c'era Paratici. Quando sono arrivato erano noni. Abbiamo finito quarti davanti all'Arsenal".
Dopo circa un anno è andato via…
"Dopo una sconfitta scrissi al presidente Levy, lui mi rispose 'non preoccuparti, vinceremo la prossima'... La cosa che mi faceva diventare matto era sentire persone dire 'il Tottenham non vincerà mai niente'. Questo dovrebbe irritare tutti quelli legati al club. Sono stati presi in giro e lo sono anche adesso. L'Arsenal ha perso 3-0 col Brighton e la gente scherzava: 'si è trasformato nel Tottenham'. Questo è irritante".
De Laurentiis ha detto che senza gli infortuni sarebbe stato il primo allenatore della storia a vincere due Scudetti consecutivi col Napoli.
"Non sono d'accordo. L'Inter ha meritato di vincere. Una grande squadra che veniva da una finale di Champions League e che si era anche rinforzata. Per me è stata un'esperienza meravigliosa che però richiedeva molta energia e non era semplice. Ora tengo d'occhio la situazione, nei periodi di calma la cosa bella è sedersi e guardare le partite, studiare nuovi approcci e adattare gli sviluppi del calcio alle mie idee".
Arsenal e PSG, ultime finaliste di Champions League?
"C'è una direzione, c'è una visione. Arteta definisce la direzione, proprio come facevano Klopp e Guardiola. L'allenatore deve essere al centro, deve essere importante, deve fornire direzione e visione. Se le visioni di allenatore e club coincidono si progredisce. Guardate il Como: Fabregas ha voce in capitolo. Luis Enrique ha fatto qualcosa di straordinario, è riuscito a convincere il PSG a seguirlo, cosa che nessuno era mai riuscito a fare prima".
Dopo Londra andrà a Barcellona…
"Stanno facendo qualcosa di straordinario. Vedere questi ragazzi della Masia inserirsi così naturalmente a 18 in una squadra come il Barcellona, davanti a 100.000 persone e giocare con tanta disinvoltura... Fa capire quanto lavoro ci sia dietro le quinte. Mi piacerebbe visitare la loro accademia, una struttura perfettamente allineata con la prima squadra".
Il futuro? Valuterebbe un subentro a stagione in corso?
"Se ne valesse la pena. Ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club per rispolverare quella storia e farla risplendere ancora una volta. Club in cui c'è pressione, dove sai bene che non vai per partecipare".
La Premier League?
"Oggi in Inghilterra usano i bazooka, negli altri posti ancora le pistole. Ma dobbiamo fare attenzione a come vengono spesi i soldi, perché vanno usati con saggezza.
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