Boban attacca: "Dopo Totti e Pirlo non c'è più un fuoriclasse. Il 3-5-2? Si usa per paura di essere cacciati"
Arturo Minervini
Zvonimir Boban, intervenuto ai microfoni di "Radio Anch'Io Lo Sport" su Radio Uno, ha analizzato il momento della Nazionale italiana, soffermandosi in particolare sul lavoro dei settori giovanili e sui metodi utilizzati per la crescita dei talenti. L'ex calciatore ha poi criticato alcune scelte tattiche diventate ricorrenti nel calcio italiano negli ultimi anni:
"La storia è molto lunga e credo che l'abbiamo un po' capita tutti. È una questione di come si lavora nei vivai, di come si sviluppano i talenti e di quale metodo si usi nei club per far sì che il talento italiano, che c'è, non è possibile che non ci sia, venga cresciuto. Viene cresciuto in maniera non corretta, perché in Italia, dopo la generazione di Totti e Pirlo, non c'è più un fuoriclasse straordinario. Andare troppo a fondo nel discorso richiederebbe ore, ma il succo è questo: iPad, allenatori che pensano sempre al collettivo e al risultato, mai allo sviluppo veramente individuale o delle posizioni dei singoli.
Alla fine, avendo sempre paura del risultato e di essere cacciati da gente nei club che magari sa poco di calcio, optano per la sicurezza di un 3-5-2 che abbiamo visto imperversare in questi ultimi anni. È un sistema che, fatto bene magari da una o due squadre al mondo come l'Inter, per il resto non ha vinto nulla negli ultimi trent'anni. Il 92% dei campionati e tornei importanti - Mondiali, Europei, Coppa America e le cinque leghe principali - sono stati vinti con sistemi a quattro dietro e due sulla fascia. Non è una questione di opinioni personali o di come la penso io: questi sono fatti".


