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Lite De Bruyne-Lucca, l'agente dell'attaccante smentisce tutto: "Profilo del fratello è un falso"

autore
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 16:38Serie A
autore Giacomo Iacobellis
07.11.2026 16:38Serie A
Il procuratore Giuseppe Riso interviene sul battibecco con il belga e fa chiarezza: ‘"Smentisco le dichiarazioni e le ricostruzioni".
Daniele Mascolo/Gr Sports
Daniele Mascolo/Gr Sports
Il battibecco in campo tra Lorenzo Lucca e Kevin De Bruyne, durante la pesante sconfitta per 4-1 del Napoli contro il Porto, continua a far discutere. Questa volta, però, la polemica si sposta dai fatti di gioco ai social network. Nelle scorse ore era infatti circolato un messaggio dai toni accusatori nei confronti del centrocampista belga, pubblicato da un profilo che si presentava come quello di Giovanni Lucca, presunto fratello dell'attaccante azzurro. Una ricostruzione che ha rapidamente alimentato il dibattito, ma che si è rivelata totalmente priva di fondamento.

L'agente Riso fa chiarezza all'ANSA

A intervenire è sato Giuseppe Riso, procuratore di Lorenzo Lucca, che ha voluto fare chiarezza attraverso una dichiarazione all'ANSA: "Si smentiscono categoricamente le dichiarazioni e la ricostruzione falsa attribuita al fratello di Lucca che sono apparse sui social e alcune testate online. Si tratta di un profilo non attribuibile assolutamente al fratello". Il Napoli, del resto, aveva già precisato che l'unico fratello del centravanti si chiama Riccardo, prendendo le distanze dall'account finito al centro della vicenda.

"Falsità pubblicate senza verificarne l'autenticità"

L'agente ha poi espresso disappunto per la diffusione di contenuti non verificati, sottolineando i possibili danni alla reputazione dei diretti interessati: "Si ritiene scorretto diffondere notizie prive di fondamento, attribuendo a persone dichiarazioni mai rese e alimentando polemiche al solo fine di danneggiare la reputazione e l'immagine delle persone coinvolte". Riso ha infine evidenziato il mancato controllo delle fonti prima della pubblicazione: "Rimane il dispiacere che nessuno, prima di pubblicare tali falsità, abbia verificato l'autenticità di tali dichiarazioni".

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