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L'ex rossonero Eranio: "Il Milan è di casa in Champions, farà paura al Napoli!"TUTTO mercato WEB
sabato 25 marzo 2023, 20:30Le altre di A
di Redazione Tutto Napoli.net
per Tuttonapoli.net

L'ex rossonero Eranio: "Il Milan è di casa in Champions, farà paura al Napoli!"

Stefano Eranio, centrocampista rossonero dal '92 al '97, ammette in esclusiva a TuttomercatoWeb.com

Il Milan non sta vivendo certamente il miglior periodo della sua stagione, ma all'orizzonte, oltre al campionato, c'è la Champions League, con la sfida con il Napoli che potrebbe davvero cambiare tutti i giudizi. Stefano Eranio, centrocampista rossonero dal '92 al '97, ammette in esclusiva a TuttomercatoWeb.com: "Quando una squadra è in salute ed ha continuità tutto va bene, se poi perde colpi significa che qualcosa non va. Pioli ha provato a cambiare assetto, ma se vinci lo scudetto con il 4-2-3-1 non è questione di moduli, ma di qualità di qualcuno che faceva la differenza ed ora viene a mancare. Penso a Leao, che è in grande difficoltà ed era uno dei pochi che poteva dare una grande mano".

Come le gare contro il Napoli in Champions possono essere diverse da quelle in campionato?
"Mancano ancora settimane, sono due partite secche ed è un attimo sbagliare. Con un pizzico di fortuna si possono risolvere le partite e vincerle anche immeritatamente. Il Napoli è al primo posto giustamente, l'avevo dato per vincente anche in Champions, ma ora il cuore... Un po' l'orgoglio, un po' i momenti possono fare la differenza. Mi auguro che il Milan possa avere quelle energie in più e che Leao possa svoltare. È stato l'artefice dello scudetto, non lo marcavano in 2-3, mentre ora lo fa da solo. È in difficoltà mentale anche per la questione legata al contratto probabilmente".

Come il Milan può battere il Napoli?
"Il Milan deve fare il Milan, quello vero. Quello che ha grande personalità, tornando al 4-2-3-1 e con giocatori che acquistino qualcosa rispetto ad ora. Se il Milan pensa di giocare alla pari con il Napoli può fare fatica e non passare, ma il Milan è il Milan, fa paura. Spalletti avrebbe voluto altro dal sorteggio, la Champions è di casa per quella società, anche se è chiaro che i miracoli non si fanno. L'ostacolo sembra insormontabile, ma i giocatori daranno di più".

Maldini può aiutare a preparare gare come i quarti di Champions?
"Certe partite non si preparano da fuori. Quando si incontrano due squadre di un certo livello meno si parla meglio è. I giocatori sanno benissimo da dove prendere la concentrazione, lavorerei invece su problematiche mentali e fisiche, alcuni devono trovare la forma migliore per affrontarle serenamente. Non c’è niente da perdere, sono troppi anni che il Milan è fuori dalle sfide ad eliminazione diretta della Champions League quindi ha già fatto uno step in più. Solo con la serenità certe partite si possono vincere".

Quanto può pesare il non avere Ibrahimovic a disposizione?
"Ha 41 anni, non si può pensare che sia quello di sempre. È un uomo importante per lo spogliatoio e lo può essere anche in campionato, ma negli ultimi 15-20 minuti, quando la partita è meno intensa e può dire la sua. Non ci si può aspettare che prenda in mano la squadra".

Anche Pioli è chiamato a dare un segnale?
"Il calcio è bello anche per questo. Quando le cose vanno bene sono bravi tutti, quando non vanno bene sbaglia il tecnico, ma non è così. Tanti nuovi acquisti non stanno facendo bene, poi c'è il calo fisico di Tomori, Theo Hernandez non sta dando quello a cui ci aveva abituati, Bennacer e Tonali sono in difficoltà. È difficile capire se Adli o Pobega potrebbero prendere il loro posto, il primo mi piaceva, ma non l'abbiamo mai visto. Thiaw non aveva mai giocato, ora ha dimostrato che potrebbe starci. Da fuori si giudica male, non si può dire che Pioli sbaglia".

De Ketelaere può ancora svoltare la sua stagione?
"Ci si augura. Sicuramente sono deluso da come approccia le partite, è troppo timido, difficilmente fa movimenti per volere la palla nel modo giusto e fa fatica nel trovare la posizione. Si vede che ha delle qualità, ma la maglietta del Milan pesa, il primo anno è difficile... Credo in lui, ma deve cambiare approccio. Lo voglio più cattivo, sportivamente parlando, perché San Siro vuole che i giocatori sudino la maglia".