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Como, Suwarso: "Fabregas ha opzione per acquistare quote. Rifiutate offerte per lui"

Como, Suwarso: "Fabregas ha opzione per acquistare quote. Rifiutate offerte per lui"TUTTOmercatoWEB
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Ivan Cardia
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Ivan Cardia
Oggi alle 20:00Serie A

Tutto nasce da un progetto legato ai documentari: “Sì è vero, acquistammo il Como per un progetto che prevedeva la realizzazione di documentari, ma ci siamo resi conto che questo progetto non era possibile e abbiamo cambiato strada”. Mirwan Suwarso, presidente dei lariani, parla così dal palco del Festival della Serie A in quel di Parma: “Non abbiamo mai pensato alla Champions, non era pianificato e non ce lo saremmo mai immaginati a quell'epoca”.

Suwarso ha parlato del rapporto con la città: “Quando abbiamo acquistato il Como io non avevo neanche visto la città. Sapevo che sarebbe stata una location fantastica per i nostri documentari, ma poi i costi sono aumentati e abbiamo dovuto cambiare strada. Ci sono due cose fondamentali nella nostra crescita, in primis i valori del gruppo. Non c'è nessuno migliore o più intelligente, le decisioni vengono assunte da un board. Le decisioni vengono prese a maggioranza e questo crea rispetto reciproco, impariamo a rispettarci l'un l'altro decidendo assieme. Tutto è deciso sulla base di un business plan, che viene rivisto ogni sei mesi, e anche quando si fa un errore non è mai solo colpa di uno. Per noi il fallimento fa parte del gioco, se non si fallisce non si impara. Tutti possono fare bene, ma se si inizia pensando che non ci si riuscirà è difficile. Cerchiamo di mettere l'asticella sempre più in alto per raggiungere il traguardo che ci siamo prefissati. Quando abbiamo prefissato gli obiettivi ci siamo resi conto che Como era una realtà piccola. Abbiamo pensato di costruire qualcosa fuori da Como, sfruttando il carattere identitario della città”.

Gli obiettivi del Como sono chiari: “Il mio primo obiettivo è stato attrarre aziende dall'esterno. Il 40% dei nostri ricavi viene dall'estero, anche il retail è uno dei settori in crescita più rapida. Abbiamo creato diverse società esterne all'Italia e queste attività collaterali ora generano una decina di milioni all'anno. Un traguardo positivo, ma l'obiettivo è passare da 10 a 35 milioni e poi a 100 milioni. Sono fiducioso che questi obiettivi si possano ottenere e possiamo farlo in modo sostenibile. Vogliamo diventare redditizi nel giro di due anni e sarò soddisfatto quando l'attività non legata al calcio supererà quella calcistica, perché continuiamo a cambiare direzione”.

Tra i temi, quello di superare i paletti UEFA: “Il nostro obiettivo è di sfruttare il Como come laboratorio di idee. Quello che funziona verrà replicato per un modello di servizi multi club. Attualmente lavoriamo con 16-17 società tra Italia, Premier, Arabia e Francia a cui offriamo servizi per fare crescere il loro retail. Vogliamo offrire soluzioni agli altri club e nel giro di qualche mese presenteremo una novità per consentire ad altre società di fare crescere il loro business su questo fronte. Sicuramente Disney per noi è stata un'ispirazione, soprattutto sulla creazione di licenze e altri aspetti. Il Como è una società piccola, abbiamo puntato sul brand Como per creare altri servizi. Il 40% dei nostri ricavi dal retail viene dalle magliette da gioco, il resto da prodotti alternativi. I nostri clienti più importanti provengono per il 60% dall'estero, con USA, Regno Unito e Francia che sono i primi tre mercati e acquistano prodotti diversi dalle maglie, principalmente i capi della nostra collezione lifestyle. L'acquisto del Como era stato per la tv per cui lavoravo, non lo avevo detto alla famiglia Hartono inizialmente. Quando hanno scoperto di essere proprietari di un club calcistico non erano contenti, ma penso che ora abbiano cambiato idea (ride, ndr)”.

Gli Hartono continueranno a sostenere il club? “A loro piace molto la squadra, la società, vengono frequentemente a visitare Como e l'Italia”.

Tra i protagonisti, Cesc Fabregas: “È una persona molto particolare e complessa. Quando gli abbiamo chiesto se volesse diventare allenatore della prima squadra, ci ha portato una presentazione di 40 pagine per spiegarci la sua visione. Dopo ogni partita spiega cosa è successo, per capire cosa ha funzionato e cosa no, come farebbe un manager o un amministratore. Ha svolto un ottimo lavoro con grande umiltà, cercando di fare comprendere tutto anche a noi. È un investitore? Ha un'opzione di acquisto per una quota del club, finché lavora per il Como rimane un'opzione; la potrà esercitare quando andrà via dal club”.

Il tecnico spagnolo è sempre nel mirino di altri club: “L’anno scorso abbiamo ricevuto richieste da altri club per Fabregas, siamo consapevoli del fatto che un giorno se ne potrà andare. Se deciderà di restare a lungo saremo contenti e sarà fantastico, ma se un giorno vorrà andare gli augureremo il meglio possibile”.

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