Hasa: "Preparazione di Conte faticosa, ma dopo vai forte. Due azzurri mi hanno sorpreso di più"
Luis Hasa, centrocampista classe 2004 di proprietà del Napoli in prestito alla Carrarese e tra i migliori talenti della Serie B, si è raccontato a Gianlucadimarzio.com: "Calabro mi ha ridato fiducia e tranquillità fin da subito, sapeva che venivo da un anno senza giocare. Mi ha sicuramente aggiunto la capacità di fare gol, spesso mi dice di attaccare l'area e infatti gli ultimi sono arrivati così. Mi ha aiutato tanto".
Sulla Carrarese: 5 gol e alcuni dei quali bellissimi, tanto che nemmeno lui sa scegliere il migliore: "Ne ho fatti un paio molto belli, devo essere sincero. Adesso che ci penso forse quello di Pescara è stato quello esteticamente il migliore". Le reti, però, spesso non si misurano dalla bellezza ma dal peso, come l'ultimo realizzato contro la Sampdoria: "Sicuramente è stato uno dei più importanti della mia carriera. Mancava da un po' la vittoria ed è servita per ridare tranquillità alla squadra. La nostra curva è un’altra cosa, lo percepisci perché ti dà una spinta in più. Ogni domenica alla fine della partita i tifosi ci ripetono che sono sempre al nostro fianco. Noi diamo il massimo per loro".
Sui sei mesi vissuti a Napoli e lo scudetto vinto: "Durante i mesi in cui sono stato lì mi ha colpito quanto fosse forte la squadra ma ancora di più il gruppo. Quello ha fatto la differenza, quando sei un grande gruppo fuori anche in campo è un’altra cosa". Chiaramente, poi, servono giocatori di qualità e personalità, e non sono mancati nemmeno quelli: "Quelli che hanno sorpreso di più sono stati McTominay e Anguissa. Fisicamente sono due mostri, si inseriscono in area e le prendono tutte di testa. Quando li vedi e giochi dal vivo insieme a loro ti rendi conto di quanto siano forti. Un centrocampo a tre Anguissa-Hasa-McTominay? Lo spero. Conte? Il mister lavora tanto e pretende lo stesso. Ho fatto la preparazione estiva ed è stata faticosa, però alla fine i risultati si vedono perché in campo vai forte. Quando inizia il campionato ti senti bene, l’ho notato prima e dopo averlo avuto come allenatore. Sono cresciuto tanto dal punto di vista fisico".
Sul passato alla Juve Next Gen e l'intesa con Yildiz: "Quando mi chiamò la prima volta in Coppa Italia mi chiese se fosse la prima volta che salivo in Prima Squadra. Non mi allenavo molto con loro, solo quando c’era bisogno. Yildiz? Facevamo spesso assist l'uno all'altro. È cresciuto tanto, quando sali in prima squadra fai uno step in più rispetto a quando giochi insieme ai ragazzi della tua età. Gli faccio un grande in bocca al lupo perché è un bravo ragazzo".
Il sogno Serie A e Playoff: "Spero sicuramente di giocare in Serie A, è il mio sogno più grande. Allenandomi con i campioni penso quello che cambia tanto rispetto alla B è il tempo di pensiero e di giocata, devi pensare prima di ricevere la palla. Quando ero a Napoli tutti andavano forti e a due tocchi, sennò arrivava Anguissa e ti spostava. L’intensità è molto più alta, il fisico e le gambe sono diverse però il campionato di Serie B è bello perché non sai mai come andrà a finire fino all’ultimo. Le squadre sono vicine. Obiettivo presente? Con la Carrarese spero di andare ai playoff, se giochiamo come sappiamo possiamo toglierci grandi soddisfazioni e regalare una grande soddisfazione alla piazza".






