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tmw / napoli / Le Interviste
Chiariello: "Il Napoli deve ringraziare l'Inter! Coppa Italia per riscattare la pessima Champions"
Oggi alle 16:30Le Interviste
di Antonio Noto
per Tuttonapoli.net

Chiariello: "Il Napoli deve ringraziare l'Inter! Coppa Italia per riscattare la pessima Champions"

Umberto Chiariello su Radio Crc nel suo consueto editoriale ha parlato del Napoli che oggi affronta il Genoa prima dei quarti di Coppa Italia: "Dai calcoli che qualcuno ha effettuato si scopre che oggi Antonio Conte potrebbe, e speriamo sarà effettivamente così, fare 400: una cifra enorme. Cosa 400? 400 vittorie in carriera da allenatore da quando ha cominciato, 20 anni fa circa, con l’Arezzo, la sua prima squadra allenata da primo allenatore, perché poi lui aveva cominciato con le giovanili, aveva cominciato come secondo di Gigi De Canio, un mio grande amico a Siena. Si era messo in proprio con l’Arezzo. Allora, tra Arezzo, Siena, Bari in Serie B, Atalanta, Juventus, Inter e Napoli in Serie A, Chelsea e Tottenham in Premier League, ha collezionato 399 vittorie. Manca a lui questa vittoria, ma manca al Napoli, che non vince fuori casa da oltre un mese e purtroppo l’ultima partita in trasferta che ha sprecato in maniera clamorosa, clamorosa, è stata quella di Copenhagen che ha sancito l’eliminazione dalla Champions League. Quella partita ci avrebbe qualificato al 100%. Il Napoli in casa non ha mai perso, tranne che col Chelsea in Champions all’ultima giornata del girone, e non perdeva da più di un anno, perché l’ultima sconfitta l’abbiamo avuta con la Lazio l’anno scorso a dicembre, con Isaksen che segnò il gol della vittoria per la squadra di Sarri, l’ex di turno.

Ma fuori casa il Napoli quest’anno ne ha perse tante. Ha perso a Manchester col City, ha perso a Eindhoven, che sconfitta rovinosa, ha perso a Lisbona: tre sconfitte su quattro partite. Il pareggio di Copenhagen suona più di una sconfitta e in campionato ne ha perse cinque fuori casa. Troppe sconfitte in trasferta al Napoli, che è il mal di trasferta, e purtroppo va su un campo dove la squadra di casa si galvanizza davanti al suo pubblico. Una squadra che ha il carattere del suo nuovo allenatore, che ha fatto bene da quando è arrivato, che è Daniele De Rossi. Uno che vuole affermarsi. A proposito di De Rossi e di Totti, core de Roma: uno sta facendo il suo percorso da allenatore e, dopo un inizio difficile a Roma, ma nemo profeta in patria, ora sta provando a darsi una statura di tecnico importante in quel di Genova, e ha preso un Genoa in cattive condizioni di classifica e lo ha risollevato. Il Genoa non è una squadra molto forte, diciamoci la verità: valori tecnici pochi. A centrocampo c’è quel Frendrup, che è carta conosciuta da anni, un centrocampista di assoluto affidamento e affidabilità. C’ha quel Norton-Cuffy sulla destra, che ha una bella gamba. Davanti c’ha Colombo e Vitinha. Vitinha non segna mai, eh. Ha fatto un gol giusto con la Lazio, l’ultima partita. Colombo sta cominciando a segnare con una discreta regolarità: sembrava uno di quelli belli da vedere, ma impalpabili poi da giudicare, e invece con De Rossi sta trovando una discreta continuità anche realizzativa. Hanno trovato il portiere nuovo, la difesa è discreta, ma soprattutto è una squadra compatta: anche a Roma, con la Lazio, sotto 2-0 ha saputo rimontare 2-2, ha preso un gol al centesimo di gioco circa su rigore e l’ha persa.

Ma oggi è complicato. Il Napoli alle 18 è chiamato a dare uno squillo importante al campionato per dire: 'Noi ci siamo a tutti i livelli. Se davanti vi fermate, noi ci siamo. Se dietro volete acchiapparci e scavalcarci, noi ci siamo'. L’ultima giornata ha fatto frenare vistosamente la Roma, sconfitta, e il Como, che ha pareggiato nonostante una grande superiorità numerica contro un’Atalanta molto coriacea, che ha resistito al Como, ha resistito alla Juventus in Coppa Italia, anzi non solo ha resistito, ma gli ha dato pure tre gol non meritati, ma intanto è coriacea. L’ultimo turno ci ha dato un po’ di respiro sulle inseguitrici, ma adesso c’è da difendere la posizione e pensare che davanti qualcuno possa frenare. Ma per fare questo pensiero bisogna che si corra. Ora non ci sono alibi: c’è la Coppa Italia su cui puntare assolutamente.

Io vorrei farvi questo scenario. Quale occasione migliore per nobilitare la stagione, oltre che entrare in Champions, che è obbligatorio? Non mi barattate la Coppa Italia per il quinto posto in campionato, che è un discorso assurdo. Entrare in Champions è troppo importante da tutti i punti di vista. Il calcio è cambiato, chi non lo capisce vuol dire che rimane indietro. Ma lo scenario più bello sapete qual è? È che noi dobbiamo ringraziare l’Inter, perché l’Inter, con un grande turnover e ricorrendo perfino a elementi dell’Under 23, ha battuto con una certa tranquillità il Torino e si è qualificata per la semifinale di Coppa Italia. Perché dobbiamo ringraziare l’Inter? Per questo motivo: perché se il Napoli riesce a superare l’ostacolo altissimo in casa nostra del Como, martedì, il Napoli in semifinale trova l’Inter. Dall’altra parte del tabellone ci sono solo outsider: l’Atalanta, che ha fatto fuori la Juve, e una tra Bologna e Lazio, che certamente sono l’ottava e la nona forza di questo campionato, né più né meno. Quelle viaggiano tra il settimo e il nono posto, sono outsider. È probabile che l’Atalanta possa arrivare in finale da quella parte, ma da questa parte si potrebbe profilare una semifinale Inter-Napoli.

Allora, pensateci un attimo: che stagione può diventare. Il Napoli finisce terzo o magari anche secondo. Io sul secondo posto ci credo, perché il Napoli deve incontrare il Milan al Maradona e, se la batte, ci sono solo due punti di differenza. Siamo così sicuri che un Napoli che recupera i pezzi che sta facendo non sorpassi il Milan, di cui è più forte? Perché se il Napoli avesse avuto la rosa al completo, sarebbe a lottare per lo scudetto con l’Inter. Ne sono certo, è una mia convinzione assoluta. Lo scudetto ce lo toglieremo dalle mani, è molto probabile, altamente probabile, senza farne drammi, ma un Napoli che arriva secondo o terzo non nobilita la stagione, perché in campionato all’Inter gli ha fatto vedere i sorci verdi: vittoria netta al Maradona e pareggio sontuoso a Milano, dove il Napoli si è mostrato superiore all’Inter con un grandissimo McTominay. Ammettiamo che, ipotizziamo, anziché in semifinale, il Napoli mantenga e ribadisca questa superiorità sull’Inter e poi magari la finale, a quel punto, sugli ali dell’entusiasmo la va anche a vincere. Una Supercoppa italiana, una Coppa Italia, una qualificazione Champions: perfino una pessima Champions League, la peggiore della nostra storia moderna, può essere accettata come un dato negativo di questa stagione, che non si può eludere, non si può sottovalutare, che merita una riflessione accurata. Non è un incidente di percorso, ma sicuramente un andamento forte nelle competizioni nazionali, che sono il forte di Conte. Vincere la Supercoppa italiana, vincere la Coppa Italia, entrare nelle prime tre del campionato, non dico quattro, prime tre, sarebbe comunque una stagione da ricordare, anche con una pessima Champions. Ecco perché io penso che la Coppa Italia non vada trascurata e che, anzi, la doppia sfida con l’Inter in semifinale possa nobilitare la stagione e riscattare una brutta, bruttissima uscita dalla Champions che, francamente, per chi se ne voglia dire, io non la riesco a digerire e non la trovo accettabile".