Conte: "Romelu non è a posto, non è Lukaku. C'è poco da dire"
Al termine del quarto di finale di Coppa Italia contro il Como, il tecnico del Napoli Antonio Conte è intervenuto nella sala conferenze dallo Stadio Diego Armando Maradona e ha parlato anche della condizione di Lukaku.
C’è amarezza per un obiettivo sfumato e per non esserci arrivati nelle condizioni per giocarsela? "Noi stiamo viaggiando così da tantissimo tempo in questa situazione e invece di migliorare è andata sempre peggiorando, perché chi ha avuto seri infortuni non si è ancora ripreso e non sono tornati, compreso Romelu, perché Romelu non è a posto. C’è poco da dire, non è Lukaku. Da una parte c’è l’amarezza di non poter far fronte a tutti questi impegni avendo qualche arma in più, dall’altra c’è anche la soddisfazione di, in una situazione di grandissima emergenza, dove comunque stiamo tirando veramente fuori di tutto, alla fine te la stai giocando sempre, te la stai giocando contro tutto e contro tutti. Anche oggi non dimentichiamo che il Como in campionato ha 41 punti, è venuto oggi con l’organico completo, non giocava da dieci giorni, noi abbiamo giocato tre giorni fa.Si è aggiunto qualche altro infortunio rispetto alla partita col Genoa e nonostante questo oggi è una partita che è stata decisa ai rigori. È una partita che, se andiamo avanti noi, avremmo meritato noi. Sono andati avanti loro, complimenti a loro. Però sicuramente c’è amarezza di avere le braccia legate, di essere costretto a cercare sempre soluzioni, nuove soluzioni. Oggi si sono visti due nuovi ragazzi, Giovane e Alisson, che sono arrivati nel mercato di gennaio, mercato che comunque mi è stato detto che potevamo fare solo a costo zero. Sono arrivati questi due ragazzi, cercano di darci una mano, quindi è una scelta della società. Io quello che posso fare è mettermi a disposizione per cercare di far rendere al massimo quello che mi viene messo a disposizione, sapendo che la situazione non è rosea. Prima mi chiedevano se adesso con un impegno a settimana possiamo puntare ancora allo scudetto. Dico: ma 16 giocatori siamo, non è che cambia la situazione. Bisogna ringraziare questi ragazzi e cercare di fare del nostro meglio fino alla fine del campionato. Poi a fine campionato ci siederemo tutti quanti, faremo le giuste valutazioni e capiremo le cose che abbiamo fatto positive, tante.
Non dimentichiamo scudetto e Supercoppa in due anni, non so chi può vantare queste due cose. Poi vedremo a fine anno dove saremo arrivati, se riusciremo a conquistare un posto in Europa, in Champions, in Europa League o in Conference League. Dopodiché si tireranno le somme e vedremo cosa faremo".






