Ottant'anni di Fabio Capello. A Milan, Roma e Juventus sia da calciatore che in panchina
C'è un paradosso nella carriera di Fabio Capello. Quasi incredibilmente le "sue" squadre da calciatore coincidono con quelle da allenatore. Manca solo la SPAL che, negli ultimi 35 anni, non ha mai potuto permettersi l'ingaggio di chi ha vinto con il Milan di Berlusconi, con la Roma e in realtà pure con la Juventus, al netto della revoca dei due Scudetti dopo le sabbie mobili di Calciopoli. Un tecnico vincente che solo con le nazionali non è riuscito a incidere alzando un trofeo, perché pure al Real Madrid era stato in grado di vincere. Magari non convincere fino in fondo un palato estremamente raffinato, ma era stato richiamato più per rinsaldare l'ambiente che non per lo spettacolo.
Ha rappresentato anche la Nazionale, da calciatore. Vincendo una Coppa Italia con la Roma, tre Scudetti con la Juventus, un ultimo con il Milan oltre a un'altra Coppa Italia. Trentadue le presenze in Nazionale e otto reti, un bottino più che discreto per un centrocampista, considerando che il nostro miglior marcatore di sempre continua a essere Gigi Riva, quasi sessant'anni fa, con ventisei gol.
La sua partita più memorabile è senz'altro la finale di Coppa dei Campioni ad Atene, contro il Barcellona. Senza mezza difesa e con un Cruijff baldanzoso e convinto di stravincere, ecco il 4-0 che non ti aspetti. Oggi Fabio Capello compie 80 anni.






