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Passione, Orgoglio Romano e il Trionfo del terzo scudetto, Franco Sensi avrebbe compiuto 100 anni

Passione, Orgoglio Romano e il Trionfo del terzo scudetto, Franco Sensi avrebbe compiuto 100 anni
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Redazione TMW
Oggi alle 18:52Nato Oggi...
Francesco Sensi detto Franco (Roma, 29 luglio 1926 – Roma, 17 agosto 2008)

ROMA – Ci sono figure capaci di incarnare lo spirito di una città intera, fondendo la fredda logica del successo industriale con la passione viscerale del tifo popolare. Francesco Sensi detto Franco, scomparso il 17 agosto 2008 all'età di 82 anni, è stato esattamente questo: l'ultimo grande mecenate del calcio romano, un uomo che ha speso vita e patrimonio per l'amore della sua AS Roma.

L'impero dell'oro nero: il successo imprenditoriale

Nato a Roma il 29 luglio 1926 da una famiglia originaria di Visso (nelle Marche), Sensi si laurea in matematica, ma è nel mondo degli affari che dimostra un fiuto straordinario. Il pilastro della sua fortuna è la Compagnia Italpetroli, fondata negli anni Sessanta, che diventa rapidamente un gigante nello stoccaggio e nella distribuzione dei prodotti petroliferi.
Grazie a una gestione oculata e a una fitta rete di alleanze strategiche, Sensi diversifica i suoi investimenti nell'immobiliare, nel turismo e nell'editoria, consolidando un impero economico che lo rende uno degli industriali più influenti e rispettati della Capitale.
La sua autorevolezza lo porta anche alla guida del comune di Visso come sindaco, unendo il successo privato all'impegno civile.

Un amore chiamato Roma: l'era d'oro e lo Scudetto

Nel maggio del 1993, Sensi decide di coronare il sogno di una vita: rilevare la AS Roma, la squadra del suo cuore, all'epoca schiacciata dai debiti e dalle delusioni sportive.
Pochi mesi dopo diventa presidente unico, inaugurando l'epopea più vincente e ambiziosa della storia moderna del club.Il suo non è solo un investimento finanziario, è una questione di famiglia.
Sensi instaura un legame quasi paterno con Francesco Totti, difendendolo dalle sirene del mercato e ponendolo al centro del progetto tecnico.
La sua presidenza è una sfida aperta ai colossi industriali del Nord, una battaglia combattuta a suon di grandi colpi di mercato (da Balbo a Fonseca, fino a Batistuta e Emerson) e denunce coraggiose contro le storture del sistema calcistico dell'epoca.Il culmine di questo amore totale arriva il 17 giugno 2001.
Sotto la guida di Fabio Capello, la Roma conquista il suo terzo, storico Scudetto.
È il trionfo di Sensi, l'apice di un ciclo che porterà nella bacheca giallorossa anche due Coppe Italia e due Supercoppe Italiane, regalando al club una dimensione internazionale mai vista prima.

Il doloroso addio e l'eredità indimenticabile

Gli ultimi anni di vita sono segnati dalla malattia e dalle crescenti difficoltà finanziarie dell'impero Italpetroli, appesantito proprio dagli enormi sforzi economici sostenuti per mantenere la Roma ai vertici del calcio europeo.
Nonostante il declino fisico, Sensi non abbandona mai la squadra, seguendola fino all'ultimo con gli occhi lucidi di chi ha dato tutto.
La sua morte, avvenuta al Policlinico Gemelli nell'estate del 2008, lascia un vuoto incolmabile.
Ai suoi funerali, una folla immensa di tifosi e cittadini si stringe attorno alla moglie Maria e alle figlie Rosella, Cristina e Silvia; Rosella ne raccoglierà il testimone alla presidenza della AS Roma.
Oggi, a distanza di anni, la figura di Franco Sensi rimane impressa nella memoria collettiva come l'emblema di un calcio romantico che non esiste più: quello dei presidenti-tifosi, capaci di vincere con il cuore prima ancora che con il portafoglio.

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