Serie A, Marelli: "Mi piace la linea Orsato ma troppi 6 errori in 5 giornate"
L'ex arbitro e opinionista Luca Marelli è intervenuto ai microfoni della radio di Tuttomercatoweb.com, dove ha parlato del nuovo corso tracciato da Orsato: "A me la linea di Orsato mi piace, soprattutto di lasciar correre fuori l'area sui contatti. Oggi si gioca di più grazie alle eccellenti modifiche dell'Ifab sulle perdite di tempo. Parto dal dato del VAR, c'è stato un solo intervento ma nell'incontro AIA-squadre Orsato ha detto che mancano 6 interventi. Non è diminuito il numero ma ci sono degli errori. Negli ultimi 2 anni il VAR era diventato troppo invasivo e si era perso il senso del suo uso. Tornare indietro e far intervenire il VAR solo per casi eclatanti a me sta bene. Bisogna evitare gli eccessi, che sono pericolosi per il gioco. Bisogna sottolineare che c'è un regolamento, che è quello del gioco del calcio e gli arbitri lo devono far rispettare. Non si può sentire che Bologna-Torino non è rigore, perché si crea un problema. I calciatori se capiscono che certi falli non vengono mai fischiati, ne approfittano e diventa problematico far capire che il regolamento non è stato rispettato. In 5 giornate sei errori ammessi sono un po' tanti".
E ha aggiunto: "Sul protocollo c'è un po' di confusione. C'è una parte che sostiene che se l'arbitro ha valutato in campo l'episodio, non c'è bisogno dell'intervento. Ma mi è stato spiegato che è una norma generale che su un episodio 50-50, non deve intervenire perché la valuta l'arbitro. Orsato lo sa bene questo, sa che un arbitro può avere una svista, siamo umani. Può capitare a chiunque. E poi c'è un punto che Orsato sottovaluta: il suo metodo è molto valido ma si presta a rischi se non si è Orsato. In campo lui era un fenomeno ad arbitrare, ma di Orsato non ce ne sono. Si vogliono creare arbitri simili a lui ma che non sono Orsato. Arbitri bravi ce ne sono ma hanno caratteristiche diverse. Colombo è incline al confronto con i giocatori, parla poco, è molto tranquillo, è diverso da lui. E ognuno deve essere coltivato secondo le sue caratteristiche".






