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Iachini sul Palermo: "Sarà protagonista". Poi critica il sistema del calcio italianoTUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 13:18Serie B
di Daniel Uccellieri

Iachini sul Palermo: "Sarà protagonista". Poi critica il sistema del calcio italiano

Beppe Iachini analizza la prossima Serie B, promuove il Palermo di Inzaghi e riflette sulla crisi del calcio italiano: "Va cambiato il sistema, bisogna ripartire dai settori giovanili".
Beppe Iachini vede un Palermo protagonista nella prossima Serie B e invita il calcio italiano a ripensare il proprio modello di sviluppo. Nell'intervista rilasciata al Corriere dello Sport, l'ex tecnico rosanero ha parlato della stagione che attende la squadra di Filippo Inzaghi, soffermandosi anche sulle criticità del movimento azzurro e sulla valorizzazione dei giovani.

Il Palermo parte tra le favorite

Iachini, che ha conquistato quattro promozioni dalla Serie B alla Serie A con Chievo, Brescia, Sampdoria e Palermo, ritiene che i rosanero abbiano tutte le carte in regola per recitare un ruolo da protagonisti: "Il Palermo partiva tra i favoriti già lo scorso anno. Non ha fatto male, ma i playoff sono sempre particolari. Adesso il percorso è già tracciato e parte da un anno di lavoro in più con Pippo Inzaghi, quindi il Palermo sarà di certo protagonista". L'allenatore ha poi ricordato come la Serie B sia da sempre un campionato imprevedibile, capace di regalare sorprese sia in positivo sia in negativo, citando il caso dello Spezia, passato dalla finale playoff alla retrocessione.

Il calcio italiano deve cambiare

Iachini si è poi soffermato sulla crisi della Nazionale, spiegando di non attribuire le responsabilità ai commissari tecnici, ma all'intero sistema calcistico: "Non è colpa dei vari ct, c'è proprio un modus operandi da cambiare. Bisogna rivedere tutto il sistema e tornare a lavorare nei settori giovanili come si faceva una volta. Oggi si guarda troppo ai risultati e poco alla crescita dei talenti". Infine, il tecnico ha indicato anche un altro problema: "Bisogna cambiare le regole perché nei nostri settori giovanili ci sono troppi stranieri. Le società seguono le norme, quindi se si vuole invertire la rotta bisogna partire proprio da lì".