Perinetti: "Pericoloso il Milan senza Maldini. Allegri al Napoli? Può aiutare così"
"Come sta il calcio italiano? Purtroppo non possiamo dire bene, dobbiamo forse essere realisti. Siamo troppo ottimisti". Parla così Giorgio Perinetti, attuale direttore generale del Palermo, dal 'Festival della Serie A' in atto a Parma. Dichiarazioni seguenti rilasciate ai media, tra cui TMW: "Dal punto di vista del calcio seguito, vediamo anche metà delle presenze agli stadi, è un dato incontrovertibile, però c'è poca qualità e visti i pochi risultati che otteniamo. Soprattutto in campo internazionale. Il calcio italiano deve ripartire da consapevolezza, riforme, non possiamo sempre pensare alla facciata. Cambia l'allenatore ok, ma serve puntellare le fondamenta e rivedere i criteri di formazione del giovane calciatore".
Juventus e Milan hanno deluso e sono rimaste fuori dalla Champions...
"Difficile analizzare con precisione i problemi. In generale 2 anni fa 14 squadre hanno cambiato allenatore, in Serie A, e l'anno scorso lo stesso. Quest'anno non sappiamo ancora il numero ma ci avviciniamo. Significa che non c'è programmazione e progettualità, sono soltanto termini che usiamo. Interveniamo per quello che dice il risultato in questo momento. Serve creare con calma, quello che si faceva una volta. Per esempio il Como o il Parma, anche il Sassuolo, fa continuamente questo. Riesce a darsi una buona programmazione, continuità e buoni risultati, non inventando niente. Il Milan deve trovare una struttura, che non c'è a livello tecnico. Non c'è Maldini ed è abbastanza pericoloso quello che il Milan ha fatto licenziandolo".
La Juventus?
"Ha provato a fare una rivoluzione, anche quest'anno e molto, ma certamente deve ripartire. Spalletti può aiutare, per essere più concreto e funzionale al progetto che si vuole fare".
Storia chiusa con Vlahovic?
"Per il giocatore sicuramente sì, fa i suoi quadri economici. Ha cercato il massimo, la Juve ha cercato fino all'ultimo di fargli cambiare idea ma ha perso tempo, quindi i giocatori che avevano preso la scorsa estate forse non erano all'altezza, quindi ha tentato di fargli cambiare idea a Vlahovic. Ma di fronte ai numeri che vengono chiesti tra commissioni, intermediazioni e quant'altro, il nostro calcio non è in grado di rispondere a questo livello. Dobbiamo inventare un calcio che, anziché seguire il massimo, possa inventare e trovare le soluzioni attraverso lo scouting per trovare buoni giocatori che possano poi diventare ottimi giocatori. È un dato di fatto".
Come giudica Allegri al Napoli?
"A parte la stima per Allegri, è già una certezza e ha un precedente. Ha già sostituito Conte alla Juventus, con grandi risultati, quindi credo sappia regolarsi. Probabilmente il suo modo di gestire può aiutare a ritrovarsi, il recupero di tanti infortunati renderà il Napoli competitivo".
Si parla di Conte e Roberto Mancini come ipotesi calde per il posto di CT dell'Italia...
"Sono due amici. Con Conte ho lavorato, con Mancini ho un rapporto di tantissimi anni, fai un torto a uno dei due. Spetta al presidente federale, ma è assolutamente doveroso prendere questa responsabilità. Non so chi vincerà, ma ho una mezza idea".
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