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Women, Copetti: “I sacrifici umani pesano tanto, ma il nostro lavoro rimane un sogno. Dopo il ritiro sarò una punta”

autore
Bartolomeo Bassi
per Parmalive.com
ieri alle 22:05Parma femminile
autore Bartolomeo Bassi
05.11.2026 22:05Parma femminile

A fianco di Simone Lontani, il portiere del Parma Women Matilde Copetti ha risposto alle curiosità dei giovani “Gialloblu Youth Reporter”. Queste le sue parole.

Come è scendere in campo in uno stadio pieno?
“E’ una emozione importantissima, ma ti dà anche molta responsabilità. Ci sono persone che spendono il loro tempo per guardati. Senti emozioni e voglia di ripagare le persone che sono venute lì a vederti”.

Il tuo calciatore preferito?
“Da piccola ero innamorata di Kakà, sono cresciuta milanista. Essendo del Friuli mi piaceva molto Di Natale, era fortissimo. Come portiere cresci guardando Buffon, a Parma lo si conosce bene. E’ stato il mio esempio per il mio ruolo”.

A cosa dovete rinunciare per giocare a certi livelli? Cosa vi manca della vita normale?
“Io faccio questa vita da dieci-undici anni. Da una parte è un sogno, fai quello che avresti fatto gratis. Questo supera tutto, perché sennò non lo faresti, ma molto succede dietro le quinte. Quelle che mi danno più fastidio sono quelle che dicono per esempio “si allenano due ore al giorno, cosa vogliono?”. Non si vede quello che c’è dietro: non vedo la famiglia per mesi, cambio gli amici ogni anno. Io sono fortunata perché ho un gruppo che mi tengo da tanto, ma non tutti hanno questa fortuna. Mi perdo i compleanni, la famiglia, la crescita del mio nipotino. Sono sacrifici che pesano parecchio. Stiamo vivendo un sogno e sacrificando una fetta di gioventù. I sacrifici sono tanti e la maggior parte sono umani”.

Un ruolo che vorresti fare?
“Il mio sogno è sempre stato fare la punta, anche ora. In allenamento ci sono esercizi dove tiro alle mie compagne e mi diverto moltissimo. Il problema è che non corro, però sarei una grande punta. Quando smetterò giocherò come punta nelle categorie più basse”.

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per Parmalive.com

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