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Fiorentina, Pellegrino: "Scommessa con Mastantuono: 5 assist per una grigliata"

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Daniele Najjar
Oggi alle 20:30Serie A
autore Daniele Najjar
03.10.2026 20:30Serie A
L’attaccante della Fiorentina, Mateo Pellegrino, ha parlato dall’Auditorium di Santa Chiara di Trento nel corso del Festival dello Sport dedicato ai 100 anni del club viola. Ecco di seguito le sue parole raccolte da TuttoMercatoWeb.com. Il momento più emozionante del centenario? "Sono molto contento di essere un giocatore della squadra del centenario e sono contento che la società abbia fatto questo investimento per me". Che effetto ti ha fatto trovarti davanti a Batistuta? "È stato un momento bellissimo per me, l'ho conosciuto quella sera. Mi ha detto che devo lasciare la vita in campo e che questa è la cosa più importante per tifosi della Fiorentina. Lo guardavo sempre da piccolo e dicevo a mio papà che spaccava la porta. Mi ha scritto anche dopo l'evento, dice molto di lui che volesse insegnarmi qualcosa di quello che sapeva fare lui". Che effetto ti fa trovarti in una città, Firenze, dove si parla solo di calcio e di Fiorentina? "Molto bello, c'è un legame molto importante fra Firenze e la Fiorentina, si sente ogni volta che vai in strada. Mi fa sentire a casa perché in Argentina è così". Cosa ti dice la gente per strada? "Spacca la porta". Senti pressione? "Sì, ma me la metto io, non perché arrivi da fuori, voglio fare qualcosa di importante per la Fiorentina e lasciare un segno". Com'è allenarsi al Viola Park? "È bellissimo, c'è tutto per fare bene, il posto ti permette di lavorare bene e siamo tutti contenti di poterlo fare lì". Batistuta ti ha chiesto un numero di gol? Non mi ha parlato di gol, solo di dare tutto". Batistuta al primo anno forse ha fatto 14 gol. Non ti sei dato un obiettivo? "Spero anche di più, ma non mi piace fissare, guardo a quello che capita oggi, non mi metto numeri in testa. Doppia cifra? Sì". Paratici ti seguiva già da tempo? "Mi ha detto che mi seguiva prima che arrivassi a Parma. Sono grato a lui ed alla società di essere alla Fiorentina. Sono molto grato a Paratici che è una persona che capisce molto di calcio e ha messo gli occhi su di me". Ne ho salutati tanti come gli argentini, Roncaglia, ma anche altri come Ribery, sono stato contento di essere in mezzo a quei mostri". Il tuo giocatore preferito? "Mio papà m faceva vedere tanti video, da Batistuta, Crespo, Ronaldo Nazario, non ne ho uno solo in particolare". Si è parlato della Juventus per te. Perché hai scelto la Fiorentina? "Ho scelto Firenze per il progetto e perché ho sentito che fosse la società che mi voleva per davvero. Anche per il legame fra la Fiorentina e i tifosi che mi fa sentire come fossi a casa, poi gli argentini hanno fatto bene qua". Com'è crescere con un papà calciatore? "L'ho vissuto molto bene, da piccolo avevo un pallone vicino, oltre che calciatore è stato un papà fantastico. A volte è stata una cosa bella, altre avere questo cognome può avermi portato qualche problema, ma io sono grato di averlo e mi ha portato più aiuto che altro". Lui è esigente con te? "Al contrario, lui e mia mamma hanno cercato sempre di non mettermi pressione. Non sta lì a dirmi tutto quello che devo fare ed è bello perché lo sento come papà e non come allenatore". Com'è il tuo rapporto con Mastantuono? Lui dice che l'attaccante più forte in Italia sei tu. "Ha esagerato un po' perché siamo amici, ci aiutiamo a vicenda, io lo aiuto con la lingua, lui mi aiuta a fare più gol per la Fiorentina". Quanti assist ti ha promesso? "Ne abbiamo parlato, abbiamo scommesso una grigliata. Gli ho detto che deve farmi almeno 5 assist". Cosa lo rende speciale? "L'umiltà che ha e la maturità. Poi ovviamente ha tecnica sopraffina, di altissimo livello. Non penso che il Real Madrid prenda un giocatore dall'Argentina se non crede veramente in lui". Come se la cava con l'italiano? "Sta facendo lezioni, l'unico modo è provare e sbagliare. Io non ho fatto lezioni, mi mettevo al tavolo con gli italiani e provavo". Siamo i giorni dell'addio di Messi alla nazionale. Che effetto ti fa pensarci? "Per noi lui è tutto, io crescendo pensavo ai suoi dribbling quando giocavo in giardino. Ancora non ci credo che presto arriverà la sua ultima gara. Per tutto quello che ha fatto per noi a livello calcistico e umano. Non mi piace che questo giorno arrivi, ma il tempo passa per tutti e possiamo solo ringraziarlo". La numero 10 resterà vacante: consiglieresti a Mastantuono di prenderla? "È pesante, bisogna chiedere a lui, rappresentarla come hanno fatto Messi e Maradona, ma chiunque la prenderà saprà onorarla". Messi o Maradona? "Impossibile scegliere, possiamo parlare 5 ore senza poter scegliere. Siamo fortunati Lautaro è l'attaccante più forte della Serie A? "Sì, per me sì è il più forte della Serie A. Non soloo lo ha dimostrato nell'Inter, ma anche in nazionale e per tanto tempo, dimostra la sua volta di lottare per tanti anni. In poco tempo è diventato il capitano dell'Inter. La top 3 degli attaccanti in Serie A? "Lautaro sicuramente, poi è difficile". In cosa vuoi crescere? "Posso crescere tanto, lontano da casa sono maturato tantissimo, a livello calcistico la Serie A è uno dei più belli al mondo e giocare con i migliori a fianco ti fa crescere. Spero di rimanere qui tanti anni e di dimostrare quello che posso fare". Pensi alla nazionale? Ci penso, la concorrenza è parecchia e non è semplice. Lavoro per fare bene alla Fiorentina e sarebbe un sogno. Il focus è sulla Fiorentina, se facessi bene qua e raggiungessi la nazionale, sarebbe il massimo". Qualche argentino in Italia con cui hai legato? "Nel Parma c'erano e ci sono tanti argentini cui voglio molto bene, ho avuto la fortuna di conoscere Dybala e Lautaro, quando trovi un connazionale ti senti a casa". Sei chiamato a sostituire Kean, pressione? "Lui ha fatto molto, molto bene, io la pressione me la metto da solo per fare bene come ha fatto lui, se si può anche meglio. Non mi piace pensare a ciò che è stato prima. Speriamo di fare come lui o anche meglio, ma penso al lavoro quotidiano".

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