Federico Guidi incorona Lulli: "Gasp lo segue da un anno, assomiglia a Palestra"
L'ex tecnico della Roma Primavera ha parlato di Lulli: "Ora la Nazionale non può più chiudere gli occhi davanti alla sua crescita".
Una carriera costruita in tanti settori giovanili, tra Empoli, Fiorentina, le Nazionali italiane, Milan e Roma. Federico Guidi di talenti ne ha visti passare diversi, accompagnandone la crescita e osservandoli da vicino prima che il grande palcoscenico della Serie A li consacrasse. Oggi, in un campionato italiano che sta finalmente diventando terreno fertile per i giovani, molti dei ‘suoi’ ragazzi ne stanno divenendo protagonisti. E allora, chi meglio di Guidi - intervistato in esclusiva da TuttomercatoWEB.com - per raccontarceli.
Iniziamo dal giovane del momento. Emanuele Lulli. Si aspettava un così grosso exploit?
"L'ingresso nel campionato che ha fatto era difficilmente preventivabile, nonostante nell'ultima stagione abbia fatto un salto di qualità notevole. Fino all'Under 17, però, Emanuele non è mai stato considerato un titolare tra i 2006/07 della Roma. Ha iniziato ad essere protagonista dall'anno scorso e ha avuto un'evoluzione importante. Gasperini intravide in lui qualità già dall'anno scorso, soprattutto dal punto di vista fisico dove ha parametri di altissimo livello dal punto di vista della velocità e della resistenza, con cui riesce a compensare una parte difensiva dove ancora oggi ha margini di miglioramento. Gasperini lo ha monitorato per un anno perché è uno che non guarda la carta di identità ma ciò che fai in campo. E questa stagione Lulli è stato bravissimo a farsi trovare pronto".
Può far già comodo a Mancini in ottica Nazionale maggiore?
"Lui fino alla scorsa stagione non è mai stato chiamato nelle Under giovanili, la prima convocazione l'ha avuta l'anno scorso da Bollini in Under 19 ma senza riuscire ad andare agli Europei di categoria. Si sta evolvendo con grande qualità e adesso le Nazionali non possono più chiudere gli occhi davanti alla sua crescita, che sia quella di Mancini o l'Under 21 di Baldini".
Il paragone con Palestra viene naturale.
"L'esempio è calzante perché entrambi fanno della resistenza, della velocità, della forza, la loro qualità migliore. Palestra forse ha più qualità tecnica perché riesce ad utilizzare entrambi i piedi, Emanuele con il sinistro deve ancora crescere ma sono certo che lo farà. Per un altro calciatore a cui Lulli può assomigliare è Bellanova".
A Roma lei ha avuto anche Romano, tra i protagonisti di un Cagliari che finora è la grande sorpresa di questo avvio di campionato.
"Con me ha giocato per due anni sotto età in un centrocampo assieme a Pisilli e Pagano che stanno facendo molto bene. Romano era il play di quel centrocampo perché vede un calcio diverso, oltre ad avere un'attitudine al lavoro veramente difficile da trovare nei giovani di oggi. Ha intesta l'obiettivo di fare il calciatore e l'ha sempre perseguito con grande applicazione. In Primavera iper performava, ormai era un campionato che gli andava stretto e per questo lo mandammo a Spezia, dove fece intravedere grandissime cose. E' stato giusto puntarci a livello di Nazionale ed evitare che potesse giocare con la Svizzera (dove è nato, ndr). La Federazione lo aveva già attenzionato in Under 19, all'epoca preferì continuare con la federazione elvetica, ora alla eventuale chiamata dell'Italia è difficile dire di no. Sono sicuro che farà benissimo anche con la maglia azzurra".
Liberali è un rimpianto per il Milan?
"Il Milan ha lavorato e sta lavorando benissimo con i giovani: Camarda, Comotto, Longoni che è andato al PSG. Liberali è tra questi. E' chiaro che a volte le dinamiche del mercato ti possano portare altrove. Credo che possa essere un rimpianto dal momento in cui il Milan questa estate ha provato a riprenderlo. Andare a Catanzaro è stata comunque la scelta giusta e gli ha permesso di guadagnarsi quello che merita. E' un talento puro, ha una qualità notevole e un'intelligenza calcistica evoluta. Ora è in un contesto che gli appartiene. Mattia è italiano ma assomiglia davvero al modo di giocare spagnolo, per questo credo che i principi di Fabregas gli faranno fare un ulteriore salto di qualità".
In un Parma che fa fatica sta brillando Lontani, autore di tutti e tre i gol messi finora a segno in stagione dalla formazione crociata.
"Anche lui veniva da quel Milan e la dice lunga sul modo in cui sta lavorando il settore giovanile dei rossoneri. Simone si è affermato subito, già con me in Primavera. Con me giocava da giovanissimo, nonostante fosse un 2008 in mezzo a tanti 2005. Le qualità che ha sono notevolissime, abbina tecnica ad una buona struttura fisica e ad una grande intelligenza. Le sue prestazioni finora sono state eccellenti e ha già dimostrato di poter già essere protagonista a Parma".
Da fiorentino che ha allenato per 13 anni nelle giovanili viola, che ne pensa di questo inizio di stagione della Fiorentina?
"La differenza tra l'ingresso di Vanoli e le tre precedenti partite è stata notevole, sia come approccio che come voglia. Probabilmente tra Grosso e il gruppo non si era creata quell'alchimia giusta e il cambio è stato inevitabile. Vanoli già conosce l'ambiente e ci ha messo poco a toccare i nervi giusti per avere uno spirito di rivalsa che a Venezia si è visto subito. La squadra ha giocato bene nonostante ci sia ancora tantissimo da fare perché il talento e la qualità in rosa non manca. Ci sono giocatori che possono diventare dei top a livello europeo. Mastantuono è un talento puro ed è destinato a tornare in quei preconoscici di primissimo piano da cui proviene. Njie mi ha sempre impressionato a livello giovanile perché abbina fisicità, velocità, dribbling imprevedibile e tecnica, elementi che sono determinanti nel calcio moderno. Ha un enorme potenziale. In mezzo al campo Atta può ambire a squadre top per la qualità che ha e Fagioli, che ho avuto in Nazionale Under 19, vede un calcio differente. Se la Fiorentina trova continuità è destinata a far divertire i tifosi, cosa di cui hanno bisogno".
A proposito di divertimento: le piace questa Serie A più adatta ai giovani, giocatori ma anche allenatori?
"Sono contento che allenatori giovani stiano facendo bene. Penso ad esempio ad un amico come Aquilani. Questo a testimonianza che le idee ci sono e che serve il coraggio per dare la giusta fiducia a queste idee. Gli altri paesi ci stanno insegnando che se i giovani hanno qualità e gli viene data fiducia, possono portare entusiasmo e novità in un calcio che si sta evolvendo continuamente".
E lei quando la rivedremo in panchina?
"Mi sto aggiornando e osservando tantissimi allenamenti di colleghi all'estero. Il mio addio alla Roma è stato un fulmine a ciel sereno e ora sto aspettando un progetto serio per rientrare. Ho avuto proposte dalla Lega Pro e dall'estero ma nessuna che mi soddisfacesse. Tra i professionisti o ancora con i giovani? La voglia di tornare nel calcio degli adulti c'è, ma tutto dipende sempre dalle opportunità e non mi precludo niente".
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