Ghirardi: "Vendere il Parma la scelta più coraggiosa della mia vita. E l'errore più grande"
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Simone Lorini
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28.10.2026 14:39Serie A
L'ex patron del club ducale ha parlato della scelta di cedere il club nel 2014
Daniele Buffa/Image Sport
Intervenuto nel corso della trasmissione ‘L’irriverente’ edita da TeleTutto, l’ex presidente del Parma Tommaso Ghirardi ha parlato anche della scelta di vendere il Parma, l'inizio della spirale che ha portato i ducali a fallire e ripartire dalla Serie D: “La decisione più coraggiosa che ho preso nella mia vita è stata quella di vendere il Parma. E forse è stato anche l’errore più grosso che ho fatto, perché ero molto deluso del fatto che la burocrazia non ci aveva permesso di andare in Coppa UEFA”.
Continua: “Bisogna raccontare la storia in maniera chiara. Sono arrivato a Parma nel 2007 e nel 2014 porto il Parma in Coppa Uefa, condividendo i meriti con tutte le persone che erano vicino a me. Abbiamo fatto una cosa straordinaria, ma poi dopo due settimane ci dicono che c’erano delle irregolarità burocratiche e non avremmo potuto accedere alla coppa. Queste irregolarità erano 260mila euro che avremmo dovuto pagare nel mese di novembre. Tutti quelli che fanno calcio sanno che la Covisoc, l’ente che controlla i bilanci, ogni mese o due fanno delle verifiche. A me non hanno mai detto nulla. Poi a maggio, due giorni dopo aver conquistato la coppa sul campo, ci hanno detto che c’era questa irregolarità. Per la cronaca, per ottenere la licenza Uefa quell’anno avevamo pagato 13 milioni di adempimenti”.
Conclude: “Di questi 13 milioni, il 70% erano riconducibili alla gestione Tanzi, perché il Parma Calcio quando l’ho comprato non era fallito, dunque la matricola era la medesima. Quindi per andare in Coppa Uefa dovevamo saldare tutti i debiti risalenti alla storia europea del Parma. Per questo abbiamo dovuto pagare debiti anche per giocatori molto famosi. Una volta raggiunta la coppa, ci hanno detto che non avevamo pagato 260mila euro quattro mesi prima. Forse la gente non se lo ricorda, ma io lì ho fatto una conferenza stampa e ho detto che non avrei messo più soldi nel calcio e soprattutto nel Parma Calcio, e che avrei venduto la società. Ho avuto fretta a venderla e l’ho fatto alla persona sbagliata, ma io avevo avuto delle garanzie da tutto il mondo dello sport su Taci e avevo avvertito tutti i vertici calcistici”.
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