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Un'impresa storica

11.12.2019 22:47 di Andrea Losapio    articolo letto 12238 volte
Fonte: Dall'inviato allo Stadio Metalist, Kharkiv
Un'impresa storica
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Non c'è altro modo per parlare dell'Atalanta che stasera ha abbattuto lo Shakhtar Donetsk a Kharkiv. Una impresa che resterà nella storia, perché alla prima partecipazione i nerazzurri riescono, dopo tre partite perse, a passare un girone che sembrava stritolarli. Undici gol presi in tre partite, solamente due fatti, con lo spauracchio Manchester City da affrontare in casa, a San Siro. L'uno a uno finale lasciava l'amaro in bocca, perché dall'espulsione di Claudio Bravo, a cinque dalla fine, non si era praticamente più giocato. Però lo Shakhtar che pareggiava al novantottesimo con la Dinamo, per una gomitata subita da Pyatov, lascia ancor seppur minime speranze.

LA FORTUNA E LA BRAVURA - Contro Dinamo e Shakhtar sono arrivati cinque gol fatti e zero subiti, per una difesa che solitamente concede molto. E lo hanno fatto senza Ilicic e Zapata, questa sera, nel gelo di Kharkiv. Poi Toloi squalificato e Kjaer che, probabilmente, è un nuovo caso Skrtel: il danese resterà? Non è dato sapere, almeno per ora, perché Gasperini ha giocato in difesa, parlando delle tante decisioni arbitrali che non gli sono andate bene nell'ultimo periodo, l'ultima quella con l'Hellas Verona. Però il fato e il dio del calcio dà e toglie: così Muriel, ammonito per un fallo che non era suo, ha rischiato l'espulsione appena prima dell'episodio che gira la partita, cioè l'1-0.

GRAZIE A GUARDIOLA - Una piccola parte di questa impresa è anche di Pep Guardiola che aveva elogiato Gasperini, lo aveva chiamato dopo l'esonero, salvo poi dargli cinque palloni al City of Manchester. Gli Skyblues hanno fatto il loro dovere contro la Dinamo Zagabria, con un Gabriel Jesus in formissima e una formazione piena di stelle, ma anche di riserve. L'impresa storica, quindi, arriva anche in parte grazie a un "bresciano", visto il rapporto che Guardiola ha con la città della Leonessa d'Italia. E anche questo è un qualcosa di storico.

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