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L'Umbria diventa "arancione" con tanti divieti a cui attenersi: il nuovo Dpcm limita ancor di più la libertà
venerdì 15 gennaio 2021 17:30News
di Redazione Perugia24.net
per Perugia24.net

L'Umbria diventa "arancione" con tanti divieti a cui attenersi: il nuovo Dpcm limita ancor di più la...

Decreto del governo, Dpcm a firma Conte, ordinanza del ministro della Salute. L’Italia del Covid aggiorna divieti e colori raccordando le norme scadute o in scadenza con le nuove misure già deliberate o in gestazione. Non tutto è già deciso, ma il quadro evolve verso una ulteriore stretta sostanziale di mobilità, attività e servizi a fronte di dati del giorno tuttora preoccupanti: 17.246 nuovi positivi su 160.585 tamponi processati, con una percentuale positivi-tamponi al 10,7% (dal 9% di mercoledì). In lieve aumento i decessi (522), in flessione il saldo delle terapie intensive (-22 da ieri, con 164 nuovi ingressi) e quello dei ricoverati negli altri reparti (-415). Con cifre così è già tanto evitare il «lockdown duro» (la Fondazione Gimbe ad esempio torna a chiederlo). La cabina di regia sanitaria valuterà i dati fino all’ultimo, ma è altamente probabile che la larga maggioranza delle regioni domenica si ritrovi in zona arancione. Accadrà a «quasi tutte», anticipa il governatore della Liguria Giovanni Toti interpretando «il combinato disposto» delle misure in vista, più penalizzanti anche per i territori con indice Rt sotto 1 ma con livello di ’rischio alto’. Con Rt a 1,25 si andrà invece direttamente in zona rossa. I «nuovi parametri» di maggior severità comporteranno l’arancione per Lazio, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Molise, Piemonte, Trentino Alto Adige. In questa fascia al momento sono già inquadrate Calabria, Veneto, Sicilia, Emilia Romagna e Lombardia. L’Emilia Romagna confida di non cambiare colore, anche il Veneto professa ottimismo, mentre Lombardia e Sicilia dovrebbero diventare rosse. «Ipotesi, non certezza», dice il governatore lombardo Attilio Fontana, mentre in Sicilia è lo stesso presidente Nello Musumeci a richiedere il passaggio punitivo. A conti fatti e salvo sorprese, il giallo premierà solo Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d’Aosta. Nessuna regione, invece, nella zona bianca promessa dal governo ai territori più virtuosi: con 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane di fila, il mondo tornerebbe quasi alle regole pre-Covid. Un miraggio nell’Italia del confermatissimo coprifuoco dalle 22 alle 5, del divieto di ogni forma di assembramento e dell’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso ogniqualvolta non sia possibile il distanziamento. Lo stop alla mobilità tra regioni è stato prorogato fino al 15 febbraio con l’eccezione degli spostamenti «motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute», e sempre fatto salvo il diritto al rientro nella propria residenza, abitazione o domicilio. Da domani al 15 marzo varranno i limiti già introdotti nei precedenti decreti: sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata di parenti o amici a un massimo di due persone (escludendo dal computo minori di 14 anni, persone disabili o non autosufficienti): mobilità regionale piena nelle zone gialle, limitata ai comuni nelle aree rosse o arancioni. Restano tuttavia consentiti nelle zone arancioni anche gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti, per una distanza non superiore a 30 km, evitando i capoluoghi di provincia. Bar e ristoranti attendono di conoscere con esattezza la normativa su consegna a domicilio (che resterà sempre possibile) e asporto. L’orientamento appare quello di prevedere l’asporto nei ristoranti, mentre di limitare quello nei bar al solo cibo vietando dopo le 18 la vendita di bevande e alcolici per combattere gli assembramenti. Sempre chiusi gli impianti sciistici fino al 14 febbraio (anche se le Regioni invocano una deroga limitata ai residenti) come anche le palestre e le piscine (fino a marzo), i cinema e i teatri, nelle zone gialle riapriranno finalmente i musei, ma solo nei giorni feriali.

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