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Rapaic: "Perugia merita almeno la Serie B. Italia ancora fuori dal Mondiale? Una vergogna"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 19:36Serie C
di Daniel Uccellieri
fonte Luciana Magistrato

Rapaic: "Perugia merita almeno la Serie B. Italia ancora fuori dal Mondiale? Una vergogna"

A margine del Memorial Gaucci, l'ex attaccante del Perugia Milan Rapaic ha parlato del suo legame con la città, del ricordo di Luciano Gaucci e della situazione attuale dei biancorossi. Che effetto ti fa tornare a Perugia? "È un'emozione bellissima. Ho sempre voluto bene a questa città, ai tifosi e alla società. È sempre un grande piacere tornare qui". Hai affrontato un lungo viaggio per esserci... "Sì, un viaggio molto lungo. E ora dovrò rifarlo per tornare a casa, ma l'ho fatto con piacere. Per questa occasione, se potevo venire, dovevo esserci". Quanto è importante ricordare Luciano Gaucci? "Per me è stato un presidente a cui ho voluto davvero bene. È stato un grande presidente e, secondo me, ha scritto una pagina importante della storia del calcio italiano". Non partecipi al Memorial in campo... "Pensate davvero che possa ancora giocare? Se volete farmi giocare, preparate subito l'ambulanza per portarmi in ospedale..." (ride). Però la tecnica non si dimentica. "Nemmeno quella c'è più, ormai è finita tutto". Quali sono i ricordi più belli della tua esperienza a Perugia? "Tutti. Tutti i ricordi sono bellissimi. I quattro anni trascorsi qui sono stati splendidi e non saprei davvero cosa aggiungere". I tifosi ricordano ancora i tuoi gol contro Inter, Roma e Sampdoria. "Sì, il gol alla Roma all'ultimo minuto, come no? Sono tanti i ricordi. Tanta gioia e tanta felicità per me e per tutti. È stato uno dei periodi più belli della mia vita e lo porterò sempre con me". C'è un allenatore a cui sei rimasto particolarmente legato? "Ho voluti bene a tanti: Castagner, Galeone, Boskov, Mazzone. A tutti. Se facevo male era colpa mia, non loro". Che effetto ti fa vedere il Perugia in Serie C? "È un brutto effetto. Secondo me non dovrebbe nemmeno essere una situazione da prendere in considerazione. Per la tifoseria, per la storia e per tutto quello che rappresenta il club, il Perugia è una società che merita almeno la Serie B. Spero che possa tornare presto dove deve stare e dove merita di essere". Come spieghi il declino del calcio italiano, con l'Italia che salta ancora una volta il Mondiale? "Non riesco a capire cosa sia successo. Negli anni Novanta gli altri campionati non erano nemmeno paragonabili a quello italiano. Non c'erano Premier League o Liga ai livelli di oggi. L'Italia era il numero uno assoluto. Cosa sia successo dopo il 2000 non lo so. Di certo, non andare ai Mondiali per la terza volta è qualcosa di veramente vergognoso". Come si spiega il fatto che sei ancora uno dei giocatori più amati dai tifosi del Perugia? "Non lo so. Io volevo bene a loro e loro ne volevano a me. Che altro posso dire? Ho sempre dato tutto quello che potevo". Qual è stato il gol più bello della tua carriera? "Non lo so, davvero. Quello contro il Cagliari, quello contro il Napoli... non saprei scegliere. Sono tutti belli". Di cosa ti occupi oggi? "Faccio altro. Ho lavorato anche nel calcio, ma non mi è piaciuto molto. Ci sono tante persone che parlano di calcio senza capirlo davvero e con cui bisogna confrontarsi". Cosa serve per riportare il Perugia ai livelli che gli competono? "Servono sicuramente soldi, perché nel calcio di oggi senza investimenti è molto difficile. Però non basta. Bisognerebbe investire di più nel settore giovanile, nella scuola calcio, nei ragazzi. Oggi è difficile comprare giocatori forti a certe cifre. Per questo bisogna costruirseli in casa, prendere giovani di 12-15 anni e farli crescere. Secondo me è da lì che bisogna ripartire". Quindi la base deve essere il vivaio? "Sì, secondo me sì. Certo, con i soldi si può fare tutto, ma è facile parlare. Un conto è dire le cose, un altro è riuscire a metterle in pratica. Nel calcio di oggi comprare giocatori di alto livello è sempre più difficile e costoso"