Pescara, caos totale prima dello Spezia: rigore sbagliato, caso Insigne e retrocessione sempre più vicina
Il Pescara si avvicina all’ultima curva della stagione con il peso di una classifica pesantissima e con un clima interno tutt’altro che sereno. La sconfitta maturata sul campo del Padova ha lasciato ferite profonde, non soltanto per il risultato, ma soprattutto per il modo in cui è arrivata. Il rigore fallito nel finale, il gol subito in pieno recupero e la successiva polemica tra Giorgio Gorgone e Lorenzo Insigne hanno trasformato una serata amara in un vero caso.
A novanta minuti dal termine, con lo spettro della retrocessione sempre più concreto, il Delfino avrebbe bisogno di compattezza, lucidità e silenzio operativo. Invece, la squadra si ritrova al centro di una tensione che rischia di pesare sulla partita decisiva contro lo Spezia, un confronto che vale molto più di tre punti.
Dal rigore fallito al caos social: cosa è successo a Padova
La gara dell’Euganeo sembrava ancora aperta quando il Pescara ha avuto l’occasione per cambiare completamente il proprio destino. All’80’, con Di Nardo fuori dal campo, il pallone del possibile vantaggio è finito tra i piedi di Flavio Russo. Una scelta inattesa, soprattutto per la presenza di Lorenzo Insigne, giocatore di maggiore esperienza e personalità.
Russo si è assunto una responsabilità enorme, ma Sorrentino ha intuito la conclusione e ha tenuto in piedi il Padova. Pochi minuti più tardi, al 94’, è arrivata la beffa definitiva con il gol dei biancoscudati. Da lì, il caso è esploso nel post partita.
Le parole di Gorgone hanno aperto una frattura evidente: il tecnico ha sottolineato di non aver compreso fino in fondo perché Insigne non si fosse presentato dal dischetto, pur facendo riferimento a un problema al ginocchio. La risposta dell’attaccante via Instagram ha poi alimentato ulteriormente la polemica, con una presa di distanza netta dalle dichiarazioni dell’allenatore.
Spezia ultima chiamata: il Pescara deve ritrovare testa e unità
Il punto centrale, però, va oltre il singolo rigore. Sarebbe troppo semplice ridurre la crisi del Pescara a un episodio, a un errore dal dischetto o a una scelta individuale. La stagione abruzzese racconta difficoltà più profonde: una costruzione estiva non sempre convincente, una squadra spesso fragile nei momenti decisivi e una tenuta emotiva che troppe volte è venuta meno.
Russo rischia di diventare il volto dell’errore, mentre Insigne potrebbe essere indicato come il simbolo della responsabilità mancata. Ma una retrocessione, se dovesse arrivare, non nascerebbe da un solo minuto giocato a Padova. Sarebbe il risultato di un percorso complicato, fatto di occasioni sprecate, scelte discutibili e continui passaggi a vuoto.
Ora resta lo Spezia. Una partita che il Pescara dovrà affrontare con la mente libera, nonostante il caos. Gorgone dovrà ricompattare il gruppo, Insigne dovrà rispondere sul campo e la squadra dovrà dimostrare di avere ancora energia mentale per evitare il crollo definitivo.
Il tempo delle accuse può attendere. Adesso c’è solo una priorità: salvare il Pescara.





