Pordenone Calcio - Rossitto: "Siamo sulla strada giusta"
Rossitto venerdì scorso aveva chiesto la partecipazione e l’aiuto del popolo neroverde per ripetere l’impresa. Richiamo al quale sabato ha risposto la metà di quelli che il crociato si sarebbe aspettato.
“Sì, ma chi c’era – Fabio riesce sempre a trovare il lato positivo delle cose – ci ha sostenuto con forza e calore sino all’ultimo minuto”.
Vero. Il clima che si respirava nel velodromo pordenonese era ben diverso da quello dell’ultima gara giocata in casa, persa (0-3) con Colucci in panca contro il Feralpisalò, che portò alla contestazione finale degli ultrà ammassati davanti ai cancelli. Forse alla vigilia regnava troppo ottimismo.
L’effetto Rossitto è stato oltremodo positivo e ha riportato i tifosi più convinti già al De Marchi durante gli allenamenti. Partecipazione che con Colucci era sfumata. Per riportare tutti allo stadio, anche quelli che arrivano solo quando le cose vanno bene, il ramarro deve fare qualche risultato importante. Il Crociato è in sella da poco più di due settimane. Per ora è stato in grado di far cambiare atteggiamento alla squadra, di migliorare la fase di non possesso. Rossitto e il suo staff stanno lavorando per migliorare la condizione atletica di Stefani e compagni.
“Vero – concorda Fabio – abbiamo sottoposto i ragazzi a carichi di lavoro importanti. E’ normale che a tratti ne risenta la lucidità, ma è un lavoro che pagherà nel tempo. Intanto sono stato contento di vedere la squadra crescere nella ripresa. Segno che siamo sulla strada giusta”.
Questa volta nel finale Rossitto non ha intasato l’area avversaria di attaccanti, come aveva fatto a Ravenna e come era solito fare Colucci senza grandi risultati. Molti si aspettavano l’inserimento di Magnaghi. Invece il Crociato ha optato per la linea verde mandando in campo il 2001 Bertoli al posto di Ciurria. Probabilmente si è trattato anche di un segnale verso i “vecchi”. Se non girano meglio inserire i giovani.
“Ho preferito Pier Francesco – ha spiegato Fabio – perché loro erano forti nelle palle alte. Era meglio nell’occasione provare a entrare palla al piede. Pier Francesco ha nelle gambe giocate di quel tipo. Inoltre ci sono ragazzi nell’under 17 che meritano di trovare qualche chance anche a livello di prima squadra. Questo – precisa Fabio – non significa che abbiamo alzato bandiera bianca. Tutt’altro. Questa squadra aveva bisogno di entusiasmo. L’esuberanza dei giovani spesso è contagiosa”.


